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Curiosity su Marte: dopo il cratere Gale inizia la scalata del Monte Sharp

Dopo 4 anni di esplorazione alla base del Monte Sharp, la Nasa ha dato il via alla seconda fase della missione.

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L'ultimo selfie di Curiosity, prima di intraprendere la scalata del Monte Sharp. I selfie sono in realtà collage di immagini elaborate dai tecnici della Nasa: vedi Come fa Curiosity a "farsi selfie" che sembrano scattati dai marziani? | NASA

Con l’ultima perforazione, eseguita pochi giorni fa, si è conclusa la prima parte della missione del rover della Nasa Curiosity, che sta esplorando Marte dal 2012. Adesso inizia una nuova fase di esplorazione, in direzione delle pendici del Monte Sharp che, sempre all'interno del cratere Gale - dove è Curiosity - si innaza per più di 5.000 metri.

 

La prima tappa della nuova destinazione è un’area ricca di ematite, un ossido di ferro che, per la sua formazione, richiese molta acqua in circolazione, a circa 2,5 chilometri dalla posizione del rover. Più oltre, Curiosity dovrebbe giungere a un’interessante estensione di argille, anch’esse indicatrici di grandi quantità di acqua.

 

A tutta lentezza. Il rover si muove a poche decine di metri al giorno, in qualche caso a 100 metri al giorno o poco più.

 

La velocità però non dipende dalle reali capacità di Curiosity ma dal numero di "fermate" imposte dai geologi di Marte, per controllare, studiare, perforare... I veri ostacoli per Curiosity sono da un lato le asperità del terreno, in quanto le sue ruote hanno già subito diversi danni lungo il percorso, e dall'altro la pendenza massima che può affrontare: 20-25 gradi (ossia attorno al 45%), comunque notevole, e gestibile dal rover solo in virtù della ridotta gravità, che è circa 1/3 di quella terrestre.

 

3,5 km l'anno. «La prossima fase dell'esplorazione ci porterà a studiare livelli di roccia sempre più giovani, che ci racconteranno l’evoluzione del grande lago che ricoprì il cratere per centinaia di milioni di anni», ha spiegato Ashwin Vasavada, responsabile scientifico della missione. Da quando è atterrato, il 6 agosto 2012, Curiosity ha percorso circa 14 chilometri, tenendo quindi una media di circa 3,5 km l'anno.

 

Le 14 perforazioni di Curiosity hanno 1,6 centimetri di diametro e sono profonde 6 centimetri. A destra il percorso effettuato da Curiosity: a sinistra del tracciato la posizione delle perforazioni, a destra i nomi delle località. | NASA

Durante il tragitto è sempre rimasto alla base del Monte Sharp, dove ha raccolto più di 180.000 immagini, ha eseguito 14 perforazioni e portato a termine 4 prelievi di sabbia, analizzati poi con gli strumenti del laboratorio che si trova al suo interno.

 

Con l’ultima perforazione ha campionato pochi centimetri di uno strato roccioso che dovrebbe avere uno spessore di circa 180 metri che, prima di diventare roccia, era costituito da fango che giaceva sul fondo del lago. Proprio al di sopra di quest'area, la Murray Buttes, c'è la formazione di ematite e, ancora più sopra, quella di argille che attendono Curiosity.

 

Murray Buttes: la zona dove si trova Curiosity. Le colline sullo sfondo sono alte una quindicina di metri. | NASA
4 ottobre 2016 | Luigi Bignami