Spazio

Curiosity ha un problema

Il rover della Nasa è in safe mode: si tratta forse di un blocco del software, ma i tecnici del controllo missione sembrano ottimisti.

Non è la prima volta che succede, ma questa volta il problema sembra un po' più serio: Curiosity, il rover della Nasa su Marte dal 2012, è entrato in safe mode, ossia in una situazione di stallo dove il computer di bordo ha sospeso ogni attività di ricerca perché ha rilevato una anomalia importante.

In questa condizione il rover pensa solo a mantenere le comunicazioni con la Terra e a mantenere la temperatura per preservare strumenti e sistemi di bordo.

Non è chiaro cosa sia avvenuto, anche se dai primi dati sembra che vi sia un problema tecnico tra il software di elaborazione della fotocamera e i dati che arrivano ad esso. Al momento, però, ciò che rassicura in parte i ricercatori del team di controllo a Terra è il fatto che Curiosity comunica, e dunque c’è un continuo scambio di informazioni. A questo punto, per i tecnici la priorità è, naturalmente, venire a capo del problema e superarlo.

Le prossime tappe. Situazioni simili si sono già verificate per ben 3 volte nel 2013, quando, anche allora, ci furono problemi di software, teoricamente più semplici da risolvere, e infatti in quelle occasioni si riuscì a ripristinare il rover al 100 per cento.

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Alcune perforazioni realizzate da Curiosity: se riprenderà a funzionare come deve, in questa occasione non effettuerà perforazioni per non rischiare di contaminare il sito. © NASA

In questo momento Curiosity si trova in prossimità di un’area dove sembrano esserci delle striature dovute (forse) all’evaporazione di acqua che lascia sul suolo tracce di sali, e l'obiettivo era ed è quello di analizzare quelle striature.

Non ci saranno campionamenti del suolo per evitare di contaminare il sito con eventuali batteri portati da Terra con il rover: si farà tutto attraverso l’analisi fotografica, nel momento in cui sarà superato l'attuale stallo.

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Un selfie di Curioisty all'interno del cratere Gale: come fa la sonda a farsi i selfie? © Nasa

Se tutto andrà bene, superato il problema e completata la ricerca, il rover inizierà a risalire il pendio del Monte Sharp, che si trova all’interno del cratere Gale: un percorso estremamente interessante, su strati che raccontano la storia di un passato lontanissimo, quando Marte era ricco di acqua.

8 luglio 2016 Luigi Bignami
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