Spazio

Curiosity e lo slalom tra le sabbie bagnate di Marte

Il rover della Nasa dovrebbe passare a poca distanza dalle scure strisce stagionali associate alla presenza d'acqua sul Pianeta Rosso. Ma si teme possa contaminarle. 

A quattro anni dall'inizio della sua missione, Curiosity si trova alle prese con una sfida inaspettata: arrivare alla sua prossima meta, il Monte Sharp (Aeolis Mons) senza contaminare, con i microbi portati da Terra, le vicine recurring slope lineae (RSL), striature stagionali di sabbia bagnata che ricorrono sul terreno marziano.

campo minato. Finora, su Marte, ne sono state contate 452, a diverse latitudini, e alcune si trovano disseminate intorno al sentiero che il rover deve percorrere per raggiungere una formazione geologica di grande interesse: strati di roccia con tracce di acqua vecchia 3 miliardi di anni (e non transitoria come quella contenuta in questi ruscelli salmastri, che affiorano quando sale la temperatura e poi evaporano velocemente).

In questa mappa tratta da Nature, sono ben visibili i siti delle RSL (in rosso) e il percorso compiuto da Curiosity fino a oggi. © Source: Route: NASA; Terrain: ASU; RSLs: Ref. 4

Portati dal vento. La più vicina striscia umida si trova ora a 5 km dal rover, che non dovrebbe comunque spingersi a meno di 2 km dalla scia. Anche volendo, Curiosity non potrebbe superare il pendio che lo divide dal sito, ma i tecnici della Nasa temono che eventuali microrganismi portati da Terra possano raggiungerlo comunque, spinti dagli agenti atmosferici marziani.

Andare o restare? Si sta quindi cercando di stimare quanto a lungo i potenziali microbi possano resistere in queste condizioni, e anche quanto lontano riescano a "viaggiare".

L'alternativa, deviare il percorso, è molto complessa dal punto di vista geografico: Curiosity non può salire su pendenze superiori ai 25 gradi, e le lineae sono ovunque attorno ad esso.

Distanza di sicurezza. Finora il lander ne ha fotografate 8 delle 58 presenti attorno al cratere Gale, dove è atterrato, ma rigidi trattati internazionali gli impediscono di avvicinarsi, per il timore di portare forme di vita terrestri nell'acqua ancora non analizzata.

8 settembre 2016 Elisabetta Intini
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