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Rover Curiosity e altri robot su Marte Vai allo speciale

Curiosity, da 4 anni in esplorazione su Marte

La "ricerca della vita" è la nostra chiave di lettura per alcune straordinarie scoperte scientifiche rese possibili da Curiosity, il rover della Nasa da 4 anni su Marte.

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Uno dei selfie di Curiosity, da 4 anni sul Pianeta Rosso (Come fa Curiosity a farsi foto che sembrano scattate dai marziani?). | NASA

4 anni su Marte il 6 agosto: un giorno importante per Curiosity, il rover della Nasa nel cratere Gale, ai piedi di Mount Sharp, alto più di 5.000 metri. Quattro anni di intenso e prezioso lavoro di analisi dell’atmosfera e delle rocce: superate le preoccupazioni di qualche settimana fa, proprio in queste ore il controllo missione sta scegliendo il luogo della prossima perforazione in quell'area del Pianeta Rosso.

 

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Il rover ha analizzato numerose aree del cratere prelevando campioni di suolo e rocce. | NASA

Il risultato scientifico della missione è incalcolabile: proviamo qui a farne una sintesi utilizzando la vita come chiave di lettura.

 

C'è stato un tempo in cui Marte era favorevole alla vita. Le analisi di Curiosity permettono di affermare che un tempo Marte poteva supportare l’esistenza di forme di vita semplice, come i microbi. Il rover ha infatti rilevato zolfo, azoto, ossigeno, fosforo e molecole con carbonio (l’elemento base della vita per come la conosciamo). Questi elementi sono venuti alla luce soprattutto nel campione di rocce estratte dal suolo nell’area chiamata Yellowknife Bay. Il campione di rocca ha evidenziato la presenza di argille e pochi sali, a indicare che l’acqua poteva essere “potabile” (forse anche per i nostri standard) e che in quel punto scorreva abbondante.

 

Il carbonio... La presenza di molecole organiche sta a indicare che non solo c'erano le condizioni per sostenere la vita, ma anche i mattoni necessari alla vita stessa. Questo (ancora) non vuol dire che ci fu sicuramente la vita, ma che le condizioni erano consone al suo formarsi.

 

Il metano... Curiosity ha confermato che nell’atmosfera marziana c'è del metano, tra l'altro ponendo un interrogativo che ancora non ha risposta certa, perché, in base alle rilevazioni, nell'area in cui si trova il metano è aumentato e diminuito nell’arco di due mesi. Il metano può essere prodotto da reazioni chimiche su rocce vulcaniche, ma anche da organismi viventi. Al momento nessuna delle due ipotesi è più valida dell’altra, e dunque resta aperta la possibilità che anche oggi ci siano micro organismi viventi sotto la superficie del pianeta.

 

Le radiazioni. Durante i suoi spostamenti il rover hya messo in luce un aspetto preoccupante: la dose di radiazioni che raggiunge la superficie del Pianeta Rosso è di molto superiore a quello che ci si aspettava. È un aspetto critico per eventuali missioni umane. Le radiazioni arrivano sia dallo spazio profondo, dovute a fenomeni di supernovae o di altri eventi ad alta energia, sia dalle esplosioni e turbolenze solari. Una scoperta di non poco conto, da tenere in considerazione nella costruzione dei moduli che dovrebbero permettere lunghe permanenze dell’uomo su Marte.

 

Il futuro. Curiosity adesso si avvia a risalire le pendici di Mount Sharp: l'idea dei ricercatori è che questo permetterà di ricostruire la storia del lago che un tempo lontanissimo riempì più volte il cratere.

 

6 agosto 2016 | Luigi Bignami