Spazio

Curiosity e la ricerca della vita su Marte

C'è attesa per un esperimento programmato per Curiosity, che potrebbe dirci se c'è o c'è stata vita sul Pianeta Rosso. Ma ci sono dei problemi tecnici.

Gli scienziati che coordinano l'attività del rover Curiosity su Marte hanno atteso con pazienza il momento propizio per avviare un importante esperimento... forse con troppa pazienza.

Nel ventre del rover ci sono nove piccoli contenitori in acciaio, ognuno dei quali con una particolare sostanza chimica che dovrebbe permettere di individuare eventuali tracce di vita marziana nei campioni di roccia raccolti.

Curiosity, Marte, Nasa, Pianeta Rosso
Il cratere Gale: al centro Aeolis Mons, chiamato anche Monte Sharp. © Nasa

Nelle ultime settimane (è, questo, il quinto anno di Curiosity su Marte, nel cratere Gale) il rover ha raggiunto le pendici di monte Sharp (il cui nome ufficiale è Aeolis Mons: rif. Gazetteer of Planetary Nomenclature) dove si ritiene vi siano rocce di notevole interesse per questa ricerca.

Purtroppo c'è un intoppo: dall'inizio dello scorso dicembre Curiosity non è stato più in grado di effettuare perforazioni.

Curiosity invecchia. Il problema, considerato grave dai tecnici della Nasa, non è ancora stato individuato con precisione, ma sta di fatto che rende impossibile estendere la punta del trapano perforatore.

Curiosity, Marte, Nasa, Pianeta Rosso
Una delle prime perforazioni di Curiosity, profonda 6 centimetri e larga 2. © Nasa

Spiega Ashwin Vasavada, ricercatore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, che «c'è molta apprensione, ma il trapano non è completamente "morto": abbiamo ancora qualche speranza di riattivarlo».

Ma il tempo stringe: il rover sta invecchiando rapidamente e alcuni scienziati si dicono rammaricati di non avere eseguito prima l'esperimento, quando sono state realizzate numerose perforazioni. Adesso, per esempio, le ruote di Curiosity mostrano numerose forature e la produzione di energia dalla fonte radioattiva è scesa del 15%.

Curiosity, Marte, Nasa, Pianeta Rosso
Ruote bucate. © Nasa

Eppure... Secondo alcuni ricercatori, lo strumento SAM (Sample Analysis at Mars) avrebbe individuato alcuni elementi chimici che farebbero pensare all'esistenza di acidi grassi (componenti di quasi tutti i lipidi complessi e dei grassi vegetali e animali), e questo viene interpretato come possibile traccia di antiche pareti di cellule microbiche.

La Nasa non si è pronunciata ufficialmente a tal proposito, perché le molecole organiche potrebbero anche derivare da contaminazione del suolo ad opera di meteoriti. È per questo che la perforazione è così importante: cercare a qualche centimetro di profondità nel suolo potrebbe aiutare a capire se il materiale organico trovato deriva da organismi marziani o meno.

5 febbraio 2017 Luigi Bignami
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Da Suzy Solidor ad Alice Prin, da Luisa Casati a Dora Maar. Ambizioni, amori, talenti ed eccentricità delle donne che hanno ispirato i più grandi artisti del Novecento (e non solo). E ancora: dalle latrine romane al trono-gabinetto del Re Sole, la storia del bagno e dei nostri bisogni più intimi; i prìncipi secondogeniti che si sono ribellati alle leggi di successione, e ne hanno combinate di tutti i colori.

ABBONATI A 29,90€

Alla scoperta della pelle, l’organo più esteso del corpo che si rinnova in continuazione e definisce il nostro aspetto. E ancora: come funziona il nuovo farmaco per il tumore della mammella; le ultime meravigliose sorprese della Via Lattea; l'addestramento degli equipaggi degli elicotteri di salvataggio; dove sono le riserve maggiori di gas e con quali tecniche si estrae e distribuisce.

ABBONATI A 31,90€
Follow us