Da gigante rossa a nana bianca: così morirà il Sole

Prima di spegnersi in una debole stellina, il Sole sarà una nebulosa planetaria abbagliante per 10.000 anni, visibile da milioni di anni luce di distanza.

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Il Sole, qui ripreso (in falsi colori) dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della Nasa, è una nana gialla: al termine della sua vita diventerà una gigante rossa, poi una nebulosa planetaria e infine una nana bianca.|Nasa / SDO

Il Sole ha un’età che si aggira attorno a 4,5 miliardi di anni: una stella di mezza età, dicono gli astronomi. In effetti, si stima che tra altri 4 o 5 miliardi di anni si sarà ridotto a una piccola stellina anonima, forse ancora con qualche pianeta a ruotargli attorno, ma senza l'ombra di vita...

 

Tutto questo già lo sapevamo, ma una domanda evidentemente tormentava da decenni gli astronomi di cui sopra: come avverrà il passaggio finale, quello da gigante rossa a nana bianca?

 

Una gigante rossa è una stella di dimensioni enormi, anche se di massa relativamente piccola (perché è la sua massa originale che si è "espansa"): è la penultima fase della vita di una stella come il Sole, mentre una nana bianca è ciò che rimane alla fine di tutto (vedi anche l'Atlante dei colori delle stelle).

 

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Abell 39 è una nebulosa planetaria a 7.000 anni luce dalla Terra, caratterizzata da una rara simmetria sferica: ha un diametro di circa cinque anni luce e lo spessore del guscio è circa un terzo di un anno luce. | T.A.Rector e B.A.Wolpa

 

Un lavoro condotto da un team internazionale di fisici e astrofisici (pubblicato su Nature) avanza l'ipotesi che la nostra stella vivrà una fase di nebulosa planetaria: contrariamente a quello che può fare pensare il nome, diventerà un immenso involucro di gas e polveri che non ha nulla a che fare con i pianeti. Questa fase renderà il nostro Sole morente estremamente luminoso (tanto che potrebbe essere visto anche da un’altra galassia!).

 

Un faro nel Cosmo. L'idea non è del tutto nuova, ma era finora rimasta nel campo delle ipootesi. Il team ha però sviluppato un nuovo modello di evoluzione stellare che permette di seguire passo passo il ciclo di vita delle stelle (a partire dalle loro caratteristiche), Sole compreso.

 

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La Nebulosa Occhio di Gatto, una nebulosa planetaria a una distanza stimata attorno a 3.300 anni luce dal Sole. | J.P. Harrington e K.J. Borkowski / Nasa

 

Spiega l'astronomo Albert Zijlstra (University of Manchester, UK), uno dei ricercatori, che «quando una stella muore produce una specie di involucro composto da materiale espulso dal suo nucleo, per circa metà della sua massa. Questo involucro dà modo di osservare il nucleo della stella proprio nel momento in cui sta finendo il combustibile: il nucleo caldo fa brillare l’intero guiscio per circa diecimila anni, un tempo che in termini astronomici è breve, ma sufficiente per rendere molto visibile la stella morente. Alcune sono così luminose che possono essere viste da decine di milioni di anni luce di distanza». Accadrà anche al Sole, la cui massa è di poco superiore alla massa limite al di sotto della quale una stella non è in grado di originare una nebulosa planetaria visibile.

 

09 Maggio 2018 | Luigi Bignami