Spazio

Così la Terra modella la Luna

Migliaia di fratture presenti sul nostro satellite naturali, nate dalla contrazione della crosta lunare, assumono direzioni dettate dalla forza di gravità terrestre.

La Luna è caratterizzata da migliaia di fratture scoperte negli ultimi cinque anni, la cui origine è legata al raffreddamento del nucleo interno e conseguentemente alla contrazione della crosta esterna.

Uno studio realizzato dal National Air and Space Museum di Washington ha stabilito che la direzione di tali fratture è legata alle forze di marea esercitate dalla Terra.

Fino al 2010 si conoscevano non più di 80 faglie, ossia fratture che si erano mosse nel tempo, e che erano state scoperte grazie alle fotografie ad alta risoluzione riprese dagli astronauti delle missioni Apollo. Ma da cinque anni a questa parte attorno alla Luna ruota la sonda della Nasa Lunar Reconnaissance Orbiter, o Lro, la quale ha come compito principale quello di fotografare la superficie del satellite con elevatissima precisione. Questo lavoro ha portato alla scoperta di circa 3.000 nuove faglie.

La distribuzione delle fratture osservate sulla Luna. L’andamento non è casuale e questo ha permesso di ipotizzare che la gravità della Terra abbia un ruolo fondamentale. © Nasa

Disposizione non casuale. Alla deduzione che le fratture fpsserp conseguenti al raffreddamento del nucleo si era già arrivati analizzando le prime immagini. Sulla Terra infatti, le faglie si formano in seguito al movimento delle placche terrestri, ma sulla Luna non esiste la Tettonica delle Zolle, per cui la contrazione della crosta per raffreddamento interno è l’unica spiegazione della presenza di faglie lunari. Ma quando se ne avevano poche numericamente su cui fare raffronti e studi non si riusciva a vedere un andamento preferenziale delle faglie. Ora invece, avendone a disposizione oltre 3.000, uno studio statistico ha permesso di mettere in risalto il fatto che la loro disposizione non è casuale.

Andando alla ricerca del fattore che ha impostato tale andamento si è arrivati a stabilire che è la forza di gravità della Terra ad agire là dove la crosta si sta spezzando determinando il suo andamento. Sottolinea Thomas Watter del National Air and Space Museum e autore della scoperta: “Prima dell’analisi ci si aspettava che le fratture fossero distribuite in modo casuale, perché così dovrebbe agire la contrazione della crosta lunare in seguito al raffreddamento del nucleo, invece, le fratture possiedono un andamento prevalente legato alla posizione della Terra rispetto alla Luna”.

In questa immagine raccolta dalla sonda Lro, si osserva una delle 3000 fratture scoperte. La loro formazione è legata al concomitante lavoro del raffreddamento del nucleo interno del satellite e alle forze di marea esercitate dalla gravità terrestre. © Nasa

Stando allo studio le faglie si sono formate in ogni periodo della storia del satellite e alcune sono molto giovani. Ciò significa che alcuni movimenti delle faglie potrebbero essere avvenute anche in tempi storici. Questo spiegherebbe alcuni terremoti che i sismografi lasciati dagli astronauti delle missioni Apollo hanno registrato nel tempo. Elementi importanti da prendere in seria considerazione in previsione della costruzione di future basi lunari

18 settembre 2015 Luigi Bignami
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