12 cose che (forse) non sai sulla Nasa

Multe, scelte strategiche, aneddoti curiosi, disattenzioni ed esperimenti al limite dell'incredibile: 12 fatti poco noti e meno istituzionali sulla più famosa agenzia spaziale.

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L'edificio dove si assemblava lo Space Shuttle aveva il proprio sistema meteo. Il Vehicle Assembly Building, una struttura di 3.664.883 metri cubi di volume, alto 160 metri, al Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida), aveva ben 125 pale di vetilazione per tenere sotto controllo l'umidità dell'aria: il volume dell'edificio era tale che, nei giorni più umidi, si formavano nuvole di pioggia appena sotto al soffitto della struttura. Nella foto: una vista mozzafiato, dal basso all'alto, del gigantesco hangar.

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La Nasa cancellò le registrazioni video originali dell'allunaggio. Nel 2006 la Nasa ammise di avere perso traccia delle bobine di nastro magnetico che avevano registrato, presso appositi centri di ricezione, il segnale fuori standard in arrivo dalla Luna durante lo sbarco sulla Luna. Nel 2009 l'agenzia spaziale ammise che i nastri erano stati cancellati, secondo una procedura standard, perché avevano registrato anche dati di telemetria e non erano stati contrassegnati come "da conservare". Fortunatamente alcune immagini di buona qualità erano stipate presso gli archivi dell'emittente tv CBS e presso il Johnson Space Center della Nasa, e sono state restaurate. Vedi: il racconto della (complessa) vicenda.

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Il prefisso telefonico di Cape Canaveral sembra un countdown. Per chiamare al Kennedy Space Center o nelle aree limitrofe bisogna far precedere il numero dal codice "321", scelto appositamente con una petizione per sottolineare l'importanza che i lanci spaziali rivestono per questa regione.

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Anche la Nasa ha pagato caro il sistema di misure anglosassone. Nel 1999, il Mars Climate Orbiter, un satellite che doveva per la prima volta analizzare il clima di Marte, bruciò nell'atmosfera del Pianeta Rosso a causa di una discrepanza nelle misurazioni. Una parte del software incaricato di controllare la spinta necessaria ai razzi di bordo calcolava in "libbra forza" (sistema anglosassone), un'altra parte in "newton" (sistema metrico). L'incongruenza era sfociata in un problema di comunicazione tra due gruppi di ingegneri della Nasa: il secondo dava per scontato che la conversione fosse già stata effettuata, e non ricontrollò i calcoli.

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Nel caso trovassimo vita aliena, c'è già un ufficio incaricato di proteggerla. Si tratta dell'Office of Planetary Protection della Nasa, che tutela i corpi celesti del Sistema Solare dalla contaminazione biologica con microrganismi accidentalmente portati da Terra (ma che protegge anche la Terra da eventuali contaminazioni di ritorno). Nella foto, Encelado, la luna di Saturno sotto alla quale si cela con ogni probabilità un oceano salmastro.
 
# Vedi anche: Asteroidi pericolosi: la Terra senza difese

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La Nasa ha ascoltato un "ruggito" dallo Spazio. Nel 2009 il radiometro della Nasa ARCADE, situato a bordo di un pallone sonda, rilevò un rumore radio molto forte, sei volte più frastornante delle previsioni, che ostacolava l'ascolto delle emissioni elettromagnetiche delle stelle (la missione della sonda). L'origine del boato - denominato appunto, "space roar" (ruggito spaziale) - è ancora misteriosa.

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Il tuo smartphone è molto più potente del computer che ci portò sulla Luna. L'Apollo Guidance Computer (AGC), che gestì brillantemente sia il modulo di comando, sia il modulo lunare delle missioni Apollo, vantava appena 152 kByte complessivi di memoria a bordo - tra ROM e RAM - e una frequenza di calcolo da 0,043 a 2 MHz. Parametri oggi risibili, ma che consentirono di percorrere senza intoppi i 356 mila km di andata, e altrettanti al ritorno, che ci separano dal nostro satellite.
 
# Vedi anche: la storia della scienziata che salvò l'Apollo 11

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La Nasa è stata accusata di aver "invaso" Marte. Nel 1999, tre uomini dello Yemen fecero causa all'agenzia spaziale per aver "invaso", con il lander Pathfinder e il rover Sojourner (nella foto), il Pianeta Rosso, e senza il loro permesso. I tre sostenevano di averlo "ereditato" dai loro antenati, 3.000 anni fa.

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La Nasa ti paga per stare a letto per mesi. Il programma Envihab, in collaborazione con l'ESA, studia gli effetti dell'assenza di peso prolungata - simulata con l'inattività e la posizione orizzontale mantenuta per mesi - sul corpo umano, per mettere a punto programmi di riabilitazione e mantenimento della forma fisica per gli astronauti. Anche se passare mesi a poltrire potrebbe suonare invitante, gli effetti della noia e dello stop forzato sull'organismo sono importanti: per i coraggiosi che vogliono fare da cavia, spesso anche con la testa inclinata in basso, ci sono migliaia di dollari di compenso previsto, in base alla durata degli esperimenti (nella foto: una centrifuga umana che dovrebbe compensare i rischi dell'inattività sulla circolazione sanguigna).

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L'Australia multò la Nasa per aver inquinato il suo territorio. Nel 1979 lo Skylab, la prima stazione spaziale degli Stati Uniti, finì la sua vita precipitando in atmosfera, molto più ad est del previsto. Si schiantò a sud-est di Perth, fortunatamente senza ferire nessuno. Ma la Nasa fu multata dalla Contea di Esperance - quella colpita dai detriti - per aver sporcato il suo territorio. La multa ammontava a 400 dollari, ed è stata pagata solo di recente.

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Cape Canaveral è stato scelto per un motivo preciso. Il Kennedy Space Center, in Florida, si trova in prossimità dell'equatore per poter sfruttare al massimo la spinta della rotazione terrestre durante i lanci. La velocità lineare, cioè la distanza percorsa da un punto in una unità di tempo, è infatti massima all'equatore. Inoltre, la vicinanza dell'Oceano Atlantico garantisce un'ampia area disabitata a disposizione in caso di incidenti e ricadute di frammenti al suolo.

L'edificio dove si assemblava lo Space Shuttle aveva il proprio sistema meteo. Il Vehicle Assembly Building, una struttura di 3.664.883 metri cubi di volume, alto 160 metri, al Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida), aveva ben 125 pale di vetilazione per tenere sotto controllo l'umidità dell'aria: il volume dell'edificio era tale che, nei giorni più umidi, si formavano nuvole di pioggia appena sotto al soffitto della struttura. Nella foto: una vista mozzafiato, dal basso all'alto, del gigantesco hangar.