Rover Curiosity e altri robot su Marte vai allo speciale

Niente candeline per i 15 anni di Opportunity su Marte

Messo a tacere da una tempesta planetaria, il rover Opportunity, su Marte dal 2004, non dà segni di vita. Alla Nasa, però, non hanno perso tutte le speranze.

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Fotomontaggio: Opportunity su Marte. Era previsto che il rover funzionasse circa 90 giorni marziani, mentre era operativo ancora pochi mesi fa, a distanza di 15 anni. Un Sol, così si chiama il giorno marziano, è di poco più di 43 minuti più lungo del giorno terrestre.|Nasa

Il rover Opportunity è arrivato su Marte il 25 gennaio 2004 per "vivere" sulla Meridiani Planum, secondo le previsioni degli ingegneri della Nasa, una novantina di giorni marziani (Sol), giusto il tempo di percorrere un migliaio di metri dal punto di atterraggio ed esplorare il territorio circostante. La realtà ha superato di gran lunga le aspettative: tra maggio e giugno del 2018 Opportunity era ancora vivo e vegeto, a 15 anni dal suo arrivo sul Pianeta Rosso, e aveva percorso qualcosa come 45 km documentando l'esplorazione anche con splendide fotografie.

Dopo avere superato più o meno indenne diverse tempeste, a metà del 2018 una tempesta planetaria lo ha costretto allo stop proprio quando si apprestava a scendere all'interno del cratere Endeavour, lungo la Perceverance Valley. La polvere sollevata dalla tempesta ha oscurato il Sole e in breve tempo ha compromesso la capacità dei suoi pannelli fotovoltaici, lasciandolo infine senza energia: il 10 giugno del 2018 le comunicazioni con la Terra si sono interrotte.

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Non tutto è perduto. Attorno alla fine del 2018, quando la tempesta si placò del tutto e le polveri si posarono, gli scienziati hanno sperato in un segnale di ripresa e, per molto tempo, le grandi antenne del JPL hanno tentato di mettersi in comunicazione con Opportunity, ma senza successo.

 

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Una delle ultime fotografie inviate a Terra da Opportunity. | Nasa

 

Nelle ultime settimane, poi, una nuova tempesta - più locale, questa volta - ha nuovamente ridotto la trasparenza del cielo e, di conseguenza, la possibilità che i sistemi fotovoltaici riescano ad assorbire abbastanza energia da rimettere in funzione il rover. Alla Nasa però non si arrendono e i tentativi di rimettersi in contatto proseguiranno.

Le scoperte realizzate da Opportunity, e la "scoperta" di avere, a dispetto delle aspettative, una tecnologia a lunga durata per l'esplorazione robotica marziana, fa ben sperare per un altro formidabile operatore sul Pianeta Rosso dall'agosto del 2012, il rover Curiosity, e per la prossima missione, dedicata alla ricerca di tracce di vita passata o presente su Marte.

 

25 Gennaio 2019 | Luigi Bignami