Code nel cielo: le più belle foto di comete

Nel 2013 ci aspettano il passaggio di varie comete e asteroide (leggi la notizia). Per ingannare l'attesa, ecco le foto delle comete più belle e luminose degli ultimi anni.

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Gli spettacoli naturali si sa, affascinano sempre. Se poi ogni tanto l'uomo ci mette lo "zampino", il risultato non può che essere straordinariamente seducente.
Durante i festeggiamenti dell'Australia Day, a Perth le persone sulla spiaggia hanno potuto godere di questo incredibile panorama con fuochi d'artificio, fulmini e, al centro, il passaggio della cometa McNaught.
Questa immagine è il risultato dell'unione di tre scatti fotografici eseguiti dalla fotografa Antti Kemppainen quella stessa sera. Un piccolo ritocco digitale c'è stato, ma soltanto per diminuire il colore rosso, molto accentuato, dei fuochi d'artificio.
© Antti Kemppainen

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Visibile nell'emisfero australe a fine 2011, la cometa Lovejoy poteva sembrare la cometa di Betlemme. In questa foto l'astronomo Gabriel Brammer dell'ESO l'ha ripresa poco prima della fine del suo turno notturno di esplorazione e osservazione all'Osservatorio Paranal.

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Il sole sorge su Santiago del Cile. Accanto la cometa Lovejoy

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La Cometa Lovejoy, formalmente C/2011 W3 (Lovejoy), è una cometa di lungo periodo del sistema solare, appartenente alla famiglia delle comete radenti di Kreutz. È stata scoperta il 27 novembre 2011 dall'astronomo australiano Terry Lovejoy - la prima cometa radente scoperta da terra dal 1970. Al perielio la cometa è penetrata nella corona solare transitando a circa 140.000 km dalla superficie della stella.

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La cometa Lovejoy vista dalla Stazione Spaziale Internazionale dal comandante Dan Burbank. Era il 22 dicembre 2011.

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La Hale-Bopp, indicata formalmente come C/1995 O1, è stata probabilmente la cometa più osservata del XX secolo, e una delle più luminose mai viste da molti decenni.
Fu visibile ad occhio nudo per ben 18 mesi, il doppio della Grande Cometa del 1811 (C/1811 F1).
Fu scoperta il 23 luglio 1995 quando si trovava ancora molto lontano dal Sole, facendo credere che, passandogli vicino, avrebbe potuto diventare luminosissima. Anche se la luminosità di una qualsiasi cometa è molto difficile da prevedere con un certo grado di accuratezza, quando transitò al perielio il 1 aprile 1997.

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Nel definire le dimensioni di una cometa si devono considerare due elementi distinti: le dimensioni del nucleo (la parte rocciosa e ghiacciata che si trova nella “testa” dell’astro) e la lunghezza della coda. Il nucleo più grande mai osservato è quello che si nasconde nel cuore della cometa Hale-Bopp (1997): ha dimensioni intorno ai 40 km. Per confronto, la maggior parte delle comete note ha nuclei le cui dimensioni non superano i 20 km.

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Per realizzare questa immagine il fotografo argentino Luis Argerich ha unito 7 scatti, mostrando così la bellezza e la luminosità della cometa Lovejoy. 
Le foto sono state scattate in una zona rurale nei pressi di Buenos Aires (Argentina).

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La cometa West fotografata nel 1976. È stata una delle più belle e luminose comete del XX secolo.
Lo stress gravitazionale e il forte irradiamento solare subito durante il passaggio al perielio, molto vicino al Sole, hanno causato la frammentazione del nucleo della cometa in quattro pezz

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L'astronomo scozzese/australiano Robert H. McNaught è uno dei più bravi cacciatori di comete. Ne ha scoperte più di 70, ma la C/2009 R1 (McNaught), scoperta nel 2009 è tra le più belle. È una cometa non periodica (non tornerà) caratterizzata da una chioma di un brillante colore verde, seguita da una lunga coda ionica.
In questa foto, Bill Wilson ha catturato il suo passaggio sull'oceano Indiano, al largo dell'Australia occidentale

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Un altro scatto rubato alla cometa McNaught di passaggio su Wellington, Nuova Zelanda.
La McNaught  può vantare un record particolare: quello dello spazio più vasto “perturbato” da una cometa. Questa perturbazione, di tipo elettromagnetico, era prodotta dalle onde d’urto che si formavano quando il gas emesso dal nucleo della cometa incontrava le particelle del vento solare: si è potuto stabilire che l’area interessata dal fenomeno, quando la cometa era vicino al Sole, si allungava dal nucleo per 225 milioni di chilometri. Le misure sono state ottenute dalla sonda Ulysses dell’Agenzia Spaziale Europea, che ha impiegato ben 18 giorni per attraversare tale regione di spazio.

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Gli scienziati sono sempre stati incuriositi dal fenomeno astrologico che secondo la Bibbia ha guidato i Re Magi fino alla capanna di Betlemme. Secondo Giotto fu una cometa e così la raffigurò negli affreschi della cappella degli Scrovegni a Padova.
Si trattò più verosimilmente di una congiunzione (un'apparente vicinanza nel cielo) tra Giove e Saturno. I due pianeti infatti si avvicinarono nella costellazione dei Pesci per ben tre volte nel 7 a. C. ed è tra il 4 e il 7 a. C. che si fa risalire per ragioni storiche la nascita di Gesù.
L'iconografia tradizionale comunque ha continuato a raffigurare la bussola dei Re Magi come una cometa luminosa: come la cometa Hale_bopp, qui colta dall'osservatorio Pik Terskol nei monti settentrionali del Caucaso.
© T. Credner

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Le Lacrime di San Lorenzo, visibili nei nostri cieli tra la fine di luglio e la prima metà di agosto, rappresentano un'occasione ghiotta per gli appassionati di astrofotografia. Se poi si ha la fortuna di immortalare una "stella cadente" nell'esatto istante in cui "scivola" dietro alla Torre di San Michele - una fortezza costruita su che rimane di una chiesa medievale nei pressi di Glastonbury, Inghilterra - l'effetto è assicurato. Lo sciame delle Perseidi è visibile alle nostre latitudini quando la Terra transita attraverso le scie di polvere di ghiaccio lasciate dalle comete.

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Una nuvola di polvere e gas che ha un diametro di 1,4 milioni di chilometri. È quello che produce con la sua attività la cometa Holmes. Grazie all’esplosione avvenuta al suo interno questa cometa alla fine di ottobre è diventata milioni di volte più luminosa, passando da una magnitudo 17 a 2. Gli astronomi stanno ancora cercando di capire il perché: le ipotesi sono che ci sia stata proprio in questo periodo un’eccezionale ripresa dell’attività del suo nucleo; oppure che sia nella sua fase finale. Quando una cometa si sgretola talvolta capita che aumenti la sua brillantezza a causa della frammentazione dell'astro, durante la quale si liberano grandi quantità di polveri e gas.
© Jean-Charles Cuillandre (CFHT), Hawaiian Starlight, CFHT

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Quasi spettrale l'alone di luce che circonda la cometa Holmes. Nell'ottobre 2007 forse a causa di una forte attività esplosiva, in soli due giorni l'oggetto celeste divenne milioni di volte più brillante, con un aumento di luminosità pari alla differenza che c'è tra la Luna piena e il Sole (per approfondire clicca qui)

Foto: © Nick Howes

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Elaborazione da una serie di scatti dalle fotocamere del telescopio spaziale Hubble. Tra il 16 e il 22 luglio 1994 ventuno frammenti identificabili come parti della cometa Shoemaker-Levy 9 sono precipitati su Giove: è stata la prima volta nella storia che si è potuto prevedere e poi osservare la collisione tra due corpi del Sistema Solare, un evento considerato molto raro. Per quanto riguarda il pianeta gassoso si ritiene infatti che comete di quella grandezza lo colpiscano una volta ogni millennio.
 
Dal telescopio spaziale Hubble: brillamenti solari, fotografie ravvicinate dei pianeti del Sistema Solare, multimedia e molto altro ancora su Focus.it.

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Le macchie scure in questa immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble rappresentano aree d'impatto, o di penetrazione, nell'atmosfera di Giove di alcuni dei frammenti della cometa Shoemaker Levy 9. La fotografia è del 22 luglio 1994 ed è uno scatto di poco precedente alla conclusione dell'evento cosmico, ossia della collisione dell'ultimo frammento della cometa.
 
Esplora lo spazio con Focus.it
# Il video della straordinaria impresa della sonda Dawn, che dopo aver studiato per un anno l'asteroide Vesta, il 4 settembre 2012 è partita in direzione del pianeta nano Cerere, dove arriverà nel 2015 dopo un viaggio di miliardi di chilometri.
# Una finestra sull'Universo, di Mario Di Martino, astronomo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

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Ha un nome poco interessante, HD 209458b, ma un’insolita, affascinante caratteristica: si tratta di un pianeta con la coda simile a quella di una cometa. Questa nuovo oggetto celeste scoperto dal telescopio Hubble, si trova a 150 anni luce dal nostro pianeta e ruota intorno alla sua stella a una distanza 20 volte inferiore a quella che divide la Terra dal Sole. I raggi della stella, forse a causa della vicinanza riscaldano a tal punto il pianeta, che il gas che si trova nella sua atmosfera (in prevalenza idrogeno) svanisce, disperdendosi e lasciando una "coda" visibile.
Alcuni di loro hanno anche pensato - ma l'ipotesi è da confermare - che nella coda vi siano anche particelle di acqua evaporata.
Per saperne di più  su questo strano oggetto celeste guarda anche "Il pianeta che perde atmosfera".
Foto: © European Space Agency, Alfred Vidal-Madjar (Institut d'Astrophysique de Paris, CNRS), NASA

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Straordinaria la sovrapposizione che ha sorpreso nello spazio astronomi e semplici appassionati: i frammenti della cometa Schwassmann-Wachmann 3, che orbitano nel nostro sistema solare a una distanza minima di 9,6 milioni di chilometri dalla Terra, si sono "virtualmente" incrociati con la nebulosa ad anello M57, nella costellazione della Lira, fuori dal sistema solare, a 2 mila anni luce di distanza.
Questo incrocio poco ravvicinato è comparso su telescopi e binocoli, mentre la coda della cometa ancora non è visibile ad occhio nudo: potrebbe diventarlo nel momento in cui i suoi frammenti più grossi evaporeranno al Sole.
Foto: © Sheldon Faworski and Sean Walker (MASIL Astro-Imaging Team)

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Gli spettacoli naturali si sa, affascinano sempre. Se poi ogni tanto l'uomo ci mette lo "zampino", il risultato non può che essere straordinariamente seducente.
Durante i festeggiamenti dell'Australia Day, a Perth le persone sulla spiaggia hanno potuto godere di questo incredibile panorama con fuochi d'artificio, fulmini e, al centro, il passaggio della cometa McNaught.
Questa immagine è il risultato dell'unione di tre scatti fotografici eseguiti dalla fotografa Antti Kemppainen quella stessa sera. Un piccolo ritocco digitale c'è stato, ma soltanto per diminuire il colore rosso, molto accentuato, dei fuochi d'artificio.
© Antti Kemppainen

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01 Gennaio 2013