La cometa di Natale 46P/Wirtanen fotografata dal radiotelescopio ALMA

L'oggetto celeste più affascinante dei cieli di dicembre è stato studiato nelle sue regioni più interne: ora possiamo ammirare nel dettaglio lo scrigno gassoso che avvolge il suo nucleo.

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46P/Wirtanen ripresa da ALMA (a sinistra) nelle onde radio, e da un telescopio ottico (a destra).|Alma (Eso/Naoj/Nrao), M. Cordiner, Nasa/Cua; Derek Demeter, Emil Buehler Planetarium

Lo scorso 16 dicembre 46P/Wirtanen, una delle comete più brillanti degli ultimi anni, è transitata a circa 11,6 milioni di km dalla Terra, 30 volte la distanza che separa la Terra dalla Luna. Si è trattato del punto più vicino al nostro pianeta nella sua traiettoria orbitale intorno al Sole, che si completa ogni 5 anni e mezzo, e per gli astrofili è stata l'occasione di scattarle alcune foto.

 

Guscio gassoso. Ma le antenne cilene dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) non hanno aspettato tanto e hanno puntato all'oggetto celeste ancora prima, fotografandolo il 2 dicembre, quando si trovava a una distanza di 16,5 milioni di km. L'immagine è quella che vedete in alto nel riquadro a sinistra: ALMA è riuscito a catturare nel dettaglio la chioma, cioè l'involucro gassoso che si forma attorno al nucleo cometario quando la cometa transita vicino al Sole, per effetto della radiazione solare.

 

Nella foto si nota una compatta regione di gas che avvolge il cuore della cometa, e un bagliore generato dall'acido cianidrico, una molecola organica che forma l'atmosfera eterea di 46P. A causa della prossimità della cometa, le regioni più esterne della chioma sono fuori risoluzione: quelli che vediamo nell'immagine sono soltanto gli involucri gassosi più interni, più vicini al nucleo.

 

Trova le differenze. Nella foto a destra in apertura si vede invece la stessa cometa attraverso gli strumenti ottici. Le due immagini possono sembrare simili, ma il livello di dettaglio in cui lavora ALMA è molto più alto: il telescopio ha fotografato un'area 1000 volte più piccola, rispetto alla fotocamera amatoriale.

 

25 Dicembre 2018 | Elisabetta Intini