Spazio

Come si formano i geyser solari

C'è uno schema ricorrente fra i geyser solari - i getti di plasma - e i suoi campi magnetici, e anche un elemento che potrebbe spiegare l'incredibile temperatura della corona solare.

Da quando nel 1877 Padre Angelo Secchi scoprì le spicule solari (spicole), i getti di plasma (veri e propri geyser solari) sparati dalla superficie del Sole, la loro origine è stata oggetto di molte ipotesi e poche certezze. Recentemente, utilizzando dati dal Solar Dynamics Observatory (SDO, il telescopio spaziale della NASA lanciato nel 2010 per lo studio del Sole) e osservazioni da un potente tescopio terrestre progettato per lo studio del Sole, il Goode Solar Telescope (GST), gli astrofisici hanno visto qualcosa di nuovo relativamente al campo magnetico del Sole e, nello studio appena pubblicato, dichiarano che ciò che hanno rilevato potrebbe anche spiegare perché la corona solare raggiunge temperature tanto superiori rispetto alla superficie.

Geyser stellari. Le spicole sono enormi getti di plasma, larghi 500-1.000 km sparati fino a 15.000 km di altezza a velocità fino a 100 km/s: si esauriscono in meno di 10 minuti, perciò studiarli è così difficile. Il GST ha però permesso agli astronomi di osservare un'insolita attività magnetica appena prima della formazione delle spicule più potenti.

«Quando campi magnetici con polarità opposte si ricongiungono sulla superficie solare, i getti di plasma vengono espulsi molto violentemente», commenta il fisico Wenda Cao, del  Big Bear Solar Observatory (BBSO), dove ha sede il GST: «è la prima volta che possiamo osservare direttamente come vengono generate le spicule.» Una serie di osservazioni condotte a diverse lunghezza d'onda ha permesso ai ricercatori di "vedere" chiaramente la serie di eventi che portano al fenomeno.

VIDEO - L'attività solare osservata dal Goode Solar Telescope:

 

Grazie alla spettroscopia i ricercatori hanno anche rilevato, nel plasma delle spicule, un isotopo del ferro del quale è stata calcolata la temperatura: un milione di gradi, ovvero molto più vicina a quella della corona solare che alle poche migliaia di gradi della fotosfera. Proprio la presenza di questo elemento potrebbe spiegare perché la regione più esterna del Sole (più lontana dal centro, dove avviene la fusione nucleare) abbia una temperatura così tanto superiore rispetto alla superficie sottostante.

26 novembre 2019 Davide Lizzani
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