Come ci si pesa sulla ISS?

Misurare la quantità di grasso, ossa e muscoli, senza mai poggiare i piedi su una bilancia? Si può: basta sapere che non si sta misurando il peso.

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L'astronauta olandese André Kuipers fa una misura della (propria) massa nel modulo dell'ESA Columbus.

Pesarsi, nel luogo in cui il peso è assente per antonomasia, non è possibile: il peso è la forza che un corpo esercita su ciò che lo sostiene per effetto della gravità. Poiché sulla ISS si vive in condizioni di microgravità, occorre trovare un modo diverso per misurare un eventuale dimagrimento degli astronauti.

 

Un metodo alternativo. Soggiorni prolungati nello Spazio determinano una consistente perdita di densità ossea (fino al 20%) e di massa muscolare: accade soprattutto perché, in quelle condizioni, il corpo umano non contrasta costantemente la gravità, come avviene invece sulla Terra. Per misurare accuratamente la perdita di massa corporea si utilizza un dispositivo chiamato SLAMMD (Space Linear Acceleration Mass Measurement Device), un dispositivo che sfrutta la seconda legge di Newton: F=ma, ossia forza = massa x accelerazione.

 

Avvinghiati alla bilancia. Gli astronauti avvolgono le gambe e il resto del corpo intorno al dispositivo, situato nel modulo europeo Columbus. SLAMMD contiene due molle che generano predeterminata forza F contro la massa (m) dell'astronauta. Sensori ottici misurano l'accelerazione (a) del movimento. Note la forza e l'accelerazione, si ricava il valore della massa invertendo l'equazione: m=F/a.

 

Guarda un video in cui gli astronauti della Nasa Mike Barratt e Koichi Wakata spiegano come funziona:

 

 

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04 Dicembre 2014 | Elisabetta Intini