Colonie spaziali stile vintage

Negli anni Settanta il fisico Gerard K. O'Neill realizzò con il supporto della Nasa tre studi su possibili colonie spaziali. I disegni di questa gallery sono le rappresentazioni artistiche di tre giganteschi ambienti, Torus, Bernal e Cylinder, autosufficienti e capaci, ognuno, di sostenere almeno diecimila persone.

Torus - Una colonia spaziale è una città in orbita in un habitat ostile. A tenuta ermetica e capace di produrre la sua aria, deve ruotare per generare una gravità artificiale anche minima e dare ai coloni una parvenza di vita normale. Qual è la gravità minima di sicurezza per l'uomo?

Torus - Alla domanda "perché mai dovremmo vivere nello spazio?" la risposta della Nasa è che "abbiamo le capacità per poter vivere nello spazio e, per come siamo fatti, inevitabilmente accadrà. Ma non quest'anno".

Torus - L'idea di abitare lo spazio è dunque viva e molto vitale. Mike Griffin, nel 2005 amministratore NASA, si spinge oltre: «L'uomo colonizzerà l'intero Sistema Solare». Sarà così? Per intanto, ecco La strada per Marte.

Torus - Per vivere in un ambiente così ci sono tanti problemi da risolvere, e quelli tecnologici non sono neppure i più importanti. Per esempio, avete mai considerato i rischi del sesso nello spazio?

Torus - Gli studi dell'Ames Research Center avrebbero dimostrato che creare ambienti di questo tipo è tecnologicamente possibile, ma economicamente impossibile per una singola nazione, fossero anche gli Usa. Perciò ogni impresa del genere non potrà che essere globale, Made in Earth.

Bernal - Nel 1976 O'Neill pubblica Human Colonies in Space, dove descrive le sue colonie spaziali (quelle che vedete in queste illustrazioni). Costruzione, tecnologie, organizzazione... Tutto, tranne il problema del tempo: di quanto invecchia un astronauta nello spazio?

Bernal - Chi ha in mente Elysium, la stazione orbitante dell'omonimo film del 2013, vedrà tutte le similitudini con Bernal e gli altri progetti.

Bernal - Non manca nulla: alberi, case, fiumi e, naturalmente, luoghi dove divertirsi all'aria (quasi) aperta.

Bernal - Le colonie spaziali del 1976 non sono orbitanti e devono perciò essere autosufficienti e, per garantire la sopravvivenza dei coloni, tutto rispetta il moderno concetto di sostenibilità.

Bernal - La prima idea ispiratrice del lavoro di O'Neill non è la fantascienza ma l'impresa dell'Apollo 11 e di Neil Armstrong (1969). Insegnante di fisica alla Princeton University, propose una sfida ai suoi studenti: "la superficie di un pianeta è il luogo ideale per l'espansione tecnologica di una civiltà?" La discussione che ne seguì ispirò questo lavoro.

Cylinder, la più complessa delle visioni spaziali di O'Neill. I moduli dell'anello esterno alla struttura centrale sono dedicati alle coltivazioni: ogni modulo replica lo specifico ambiente necessario a una coltivazione.

Cylinder - La sezione centrale è un cilindro lungo 35 chilometri dove "alto" e "basso" non hanno significato. Un ambiente che solamente i nati nella colonia possono aspirare a considerare normale.

Cylinder - Uno scenario della sezione centrale, ispirato alla vista che da Sausalito si ha della baia di San Francisco e del Golden Gate.

Cylinder - Una eclissi di sole all'interno della sezione centrale, abbastanza ampia da avere il suo clima e, a seconda delle necessità, cambi di stagione.

Una flotta di ambienti Cylinder in partenza per luoghi lontani. Accadrà mai? Non quest'anno...

Torus - Una colonia spaziale è una città in orbita in un habitat ostile. A tenuta ermetica e capace di produrre la sua aria, deve ruotare per generare una gravità artificiale anche minima e dare ai coloni una parvenza di vita normale. Qual è la gravità minima di sicurezza per l'uomo?