Spazio

Cirri nell’atmosfera di Titano

Titano con i suoi 5.150 km di diametro è il maggiore satellite naturale di Saturno, ed uno dei corpi rocciosi più massicci dell'intero Sistema Solare; è...

Titano


Immagine di Titano ripresa nel visibile dalla sonda Cassini. La densa e opaca atmosfera del satellite impedisce di vedere la sua superficie a queste lunghezze d'onda. Appena sopra gli anelli di Saturno la piccola luna Epimetheus (diametro 115 km). (NASA/JPL)

Si tratta inoltre dell'unico satellite avvolto da una densa atmosfera, che in passato ha impedito uno studio dettagliato della sua superficie dalla Terra. Grazie alla missione spaziale Cassini-Huygens, tuttavia, è stato possibile studiare il satellite da distanza ravvicinata, e il lander Huygens è atterrato con successo sulla sua superficie ghiacciata.
L'atmosfera titaniana appare ricca di metano (circa il 5% tra 8 km di altezza e la superficie), e la temperatura superficiale media (circa -180 °C) è molto vicina al punto triplo del metano, dove possono coesistere le forme liquida, solida e gassosa di questo composto.


Immagini di Titano riprese dallo spettrografo a immagini VIMS, in cui sono visibili delle nubi di alta quota, formate da cristalli di ghiaccio di metano ed etano, assimilabili ai cirri terrestri. (NASA/JPL)

A parte il metano, la densa atmosfera di Titano (alla superficie la pressione è pari a 1,45 volte quella terrestre) è formata da azoto e da tracce di idrogeno e di altri idrocarburi (finora ne sono stati individuati una mezza dozzina), i quali si addensano in goccioline che fanno assumere al satellite un colore arancione scuro, se osservato nella banda visibile dello spettro elettromagnetico.
Già in passato la sonda Cassini aveva osservato dei raggruppamenti di nubi di aspetto simile a cumuli terrestri in corrispondenza della regione polare meridionale di Titano, adesso le immagini infrarosse ottenute con lo spettrografo a immagine VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer), di concezione e realizzazione italiana, mostrano invece delle nubi tenui di un colore bianco perlaceo, sottili ed estese, simili ai cirri terrestri, formate da cristalli di ghiaccio di metano ed etano, e situate ad una quota maggiore rispetto alle precedenti.
Loro esistenza è un ulteriore indizio che l’atmosfera di Titano è “attiva” con un “ciclo a senso unico” che provoca precipitazioni di idrocarburi ed altri composti organici sulla superficie. Questi, una volta depositatisi sul suolo, non evaporano, come avviene per l’acqua sulla Terra, per trasferirsi di nuovo nell’atmosfera, anche se per adesso è tutt’altro che chiara la sorgente da cui provengono questi idrocarburi. Una delle ipotesi più probabili è che il metano provenga dal sottosuolo del satellite attraverso le eruzioni dei cosiddetti "criovulcani" (
).

5 febbraio 2011 Mario Di Martino
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