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Chiazze di “catrame” su Plutone?

Le recenti immagini di Plutone riprese dal telescopio spaziale Hubble e rese pubbliche lo scorso febbraio mostrano delle strane chiazze di colore che vanno dal...

Le recenti immagini di Plutone riprese dal telescopio spaziale Hubble e rese pubbliche lo scorso febbraio mostrano delle strane chiazze di colore che vanno dal bianco, all’arancione, al melassa scuro, e che variano di intensità e luminosità con il tempo. Questi cambiamenti sembrano la conseguenza delle fasi di riscaldamento e raffreddamento propri delle stagioni.

 

Immagini di Plutone riprese dal telescopio spaziale ‘Hubble’ nel corso del moto di rotazione attorno al suo asse (6,39 giorni).

 

 

Adesso, un gruppo di ricercatori statunitensi crede di avere individuato la causa della formazione di queste macchie. Secondo questa ipotesi, quelle più scure rappresenterebbero parti della superficie di questo pianeta nano ricoperte da uno strato di materiale bituminoso formato da composti organici primordiali. È noto che su Plutone è presente del metano e ciò che si pensa che accada è che a seguito dell’azione della radiazione ultravioletta solare su questo composto organico vengano prodotti idrocarburi più complessi. Nel corso di milioni di anni questo processo porterebbe alla formazione di una sostanza catramosa di colore scuro. Le aree chiare, invece, sarebbero zone ricoperte da ghiaccio di monossido di carbonio.

 

Queste recenti immagini mostrano un quadro diverso da quello osservato in precedenza, in parte perché il pianeta nano cambia aspetto con le stagioni. Ma le stagioni su questo remoto corpo planetario sono estremamente lunghe, in quanto l’ “anno” plutoniano ha una durata di circa 248 anni terrestri. Sino quasi alla fine dello scorso secolo l’emisfero nord di Plutone era rimasto orientato per oltre 100 anni in direzione opposta al Sole, accumulando una sostanziale quantità di ghiacci sulla sua superficie. Adesso, questa regione comincia ad essere illuminata dalla radiazione solare e, come mostrato dalle immagini di Hubble, inizia a diventare sempre più brillante.

 

L’orbita di Plutone è molto ellittica e la sua distanza dal Sole varia da da circa 7,4 a 4,4 miliardi di chilometri. Il passaggio al perielio (minima distanza dal Sole) è avvenuto nel 1989, per cui in questo periodo la temperatura su Plutone è relativamente alta (-232 °C), ma nei prossimi decenni, con il suo allontanarsi dal Sole, scenderà a valori così bassi da far sì che la tenue atmosfera che adesso lo circonda congelerà, precipitando sulla sua superficie. In pratica, si verificheranno estese e prolungate “nevicate” di azoto, metano e monossido di carbonio che andranno a formare uno sottile strato ghiacciato. Questo fenomeno dovrebbe iniziare a breve, ma per il momento non sembrano esserci segni che ciò accada. Se un fenomeno del genere avvenisse sulla Terra, la superficie del nostro pianeta verrebbe ricoperta da uno strato ghiacciato dello spessore di circa 9 metri.

 

Le idee sulla reale natura di queste misteriose macchie saranno certamente più chiare quando nel luglio 2015 la sonda della NASA New Horizons, lanciata nel gennaio 2006, osserverà da vicino Plutone e le sue tre lune – Caronte, Nix e Hydra.

 

2 maggio 2010 | Mario Di Martino