Spazio

Ma quanto puzza quella Stazione spaziale internazionale...

A un anno dal suo ritorno dalla ISS, dove ha trascorso un anno, Scott Kelly "riconosce" lo stesso odore che pervadeva la Stazione spaziale: in un carcere.

In visita promozionale al carcere di Harry Country, in Texas, l’astronauta Scott Kelly entrando in un locale dell’edificio ha dichiarato di avere vissuto un breve ma intenso flashback olfattivo che, con il pensiero, lo ha riportato sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove ha vissuto un anno di fila, da marzo 2015 a marzo 2016.

Nella descrizione di Kelly, quel locale "odorava" di un mix di “spazzatura, antisettici e vari odori del corpo”. Quasi come sulla Iss, dove non essendoci gravità (né finestre da poter aprire) tutto tende a ristagnare, compresi gli odori.

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Relax... Una (sudata) partita a ping-pong sulla Iss. © Nasa

Non che gli astronauti emanino particolari odori puzzolenti, si è affrettato a precisare l’astronauta, tutti si lavano e si deodorano, e la pulizia è tenuta in gran conto. Ma il fatto è che ogni persona ha un suo odore, che si percepisce anche se è pulitissima.

C’è poi il fatto che, tolti i calzini e la biancheria intima, sulla Iss i vestiti vengono indossati anche per una decina di giorni di fila ed è logico che si impregnino di vari odori. Tenere un vestito per 10 giorni di fila potrebbe sembrare poco salutare, ma la NASA ha più volte fatto sapere che la stazione spaziale è un luogo estremamente pulito e che la situazione lassù è molto diversa rispetto a quella sulla Terra.

Risultati importanti. Intanto si fanno sempre più precise le differenze che ha subito il corpo di Scott Kelly, rimasto sulla ISS per 340 giorni filati, rispetto al suo gemello, rimasto a Terra. I due fratelli hanno un genoma pressoché identico e hanno avuto esperienze di vita molto simili, in quanto anche Mark Kelly è stato astronauta.

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Tutti i record di Scott Kelly. © NewYorkTimes.com

Si è per esempio constatato, nel corso della missione, che i telomeri (la parte finale dei cromosomi) di Scott si sono allungati. Sulla Terra in condizioni normali si accorciano, con il trascorrere del tempo: quando infatti Scott è tornato a Terra i suoi telomeri hanno iniziato ad accorciarsi nuovamente.

Si è allungato lo stesso Scott, di quasi 5 centimetri, per effetto della mancanza di gravità, ma anche questa evoluzione tende poi a rientrare, col tempo. Rispetto al fratello vi è stata una variazione notevole dei batteri intestinali, probabilmente dovuta al cambiamento di dieta (anche questo cambiamento è stato riassorbito in breve tempo, a Terra). Ci sono infine indizi di altre variazioni, ma sono ancora tutte in fase di studio.

10 settembre 2017 Luigi Bignami
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