Spazio

Cassini: Encelado, la luna di Saturno da vicino

Gli scienziati cominciano a leggere la tormentata storia di Encelado, scritta in un alfabeto fatto di crateri sovrapposti e fratture della superficie.

Per la prima volta da quando la sonda Cassini è arrivata attorno a Saturno, nel 2004, la sua traiettoria è stata impostata per sorvolare a soli 1.839 chilometri d'altezza la superficie del polo nord di Encelado.

Questa luna, pur essendo relativamente piccola (ha un diametro di soli 500 chilometri), è molto interessante, perché in passato sono stati visti fuoriuscire enormi getti di vapore dal polo sud, accompagnati da molecole organiche. Emissioni provenienti da fratture che solcano la crosta di ghiaccio d’acqua e che, probabilmente, mettono in comunicazione lo spazio esterno con un grande oceano di acqua liquida e salata che sta sotto la crosta stessa.

Fino a oggi il polo nord di Encelado non era mai stato sorvolato perché si trovava nel buio perenne dell’inverno boreale enceladiano. Ora sta iniziando l’estate di quella lontana luna del nostro Sistema Solare e il suo nord è costantemente rivolto al Sole.

A sinistra le immagini dei getti di vapore che fuoriescono dalla superficie di Encelado. A destra, in verde, le possibili fratture, da dove fuoriesce il vapore. © NASA/JPL-Caltech/SSI

Ragnatela di fratture. Si ipotizzava che, come il resto della crosta di Encelado, anche il polo nord fosse ricco di crateri, ma certamente nessuno si aspettava quanto hanno ripreso le macchine fotografiche di Cassini.

I crateri sono numerosissimi e quel che ancor più ha meravigliato i ricercatori sono le fratture che tagliano la crosta ghiacciata in ogni direzione. «Si tratta di una vera e propria ragnatela di spaccature che interessa una grande quantità di crateri. Le avevamo già viste anche in altre parti di Encelado, ora abbiamo la certezza che interessano un po’ tutto il satellite, poli compresi», ha commentato Paul Helfenstein, dello staff di Cassini.

Una ricostruzione del satellite Encelado con il Polo Sud posto nella parte alta del disegno. Dal Polo Sud fuoriescono getti di vapore acqueo e sostanze organiche. Sotto la crosta ghiacciata esiste un mare salato. © NASA/JPL-Caltech/SSI

Rotazione cambiata? Mentre la spiegazione dei crateri è relativamente semplice, essendo il risultato di scontri con piccoli o grandi asteroidi, più difficile è trovare una spiegazione alle fratture. Un’ipotesi recente vuole che siano il risultato di una variazione di velocità di rotazione di Encelado. Il fenomeno potrebbe essere stato indotto da variazioni della forza gravitazionale di Saturno sul satellite in seguito a piccoli spostamenti di orbita.

Saturno fotografato dalla sonda della Nasa/Esa Cassini. La sonda sorvola e studia Saturno dal 2004 © NASA/JPL-Caltech/SSI

Prossimo appuntamento. Alla Nasa adesso tutto è pronto per il sorvolo del polo sud del satellite, il 28 ottobre, quando Cassini passerà a soli 49 chilometri d’altezza. Con un po' di fortuna, sperano dallo staff di Cassini, si riusciranno a osservare in dettaglio le fratture da cui fuoriescono i geyser.

17 ottobre 2015 Luigi Bignami
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