Cassini: i segreti di Saturno, Titano e le altre Lune vai allo speciale

Cassini, Saturno e le foto del Gran Finale

La prima "immersione" della sonda tra gli anelli del pianeta è stata un successo: iniziano ad arrivare le immagini a più alta risoluzione mai ottenute dell'atmosfera e dei poli.
 

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Il vortice al polo nord di Saturno catturato prima del tuffo iniziale della sonda tra il pianeta e i suoi anelli.|NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

[Notizia in aggiornamento] La sonda della NASA Cassini si è rimessa in contatto con la Terra dopo il primo, rischioso tuffo tra l'atmosfera di Saturno e il confine più interno visibile dei suoi anelli.

 

Tutto "nominale". La prima delle 22 manovre del Gran Finale di missione, che vedranno la sonda esplorare una regione del pianeta mai studiata prima - tra le nuvole atmosferiche e l'anello più vicino ad esse - è stata completata con successo. Cassini sta ora trasmettendo dati scientifici e ingegneristici, oltre a foto ancora non processate e in formato "grezzo", al NASA's Deep Space Network Goldstone Complex nel Deserto del Mojave, in California.

 

 

Mai così vicino. In questo primo tuffo ancora cauto, proprio perché è il primo, la sonda si è portata a circa 3000 km dalle nubi superficiali di Saturno (dove la pressione è di circa 1 bar, comparabile a quella sulla Terra a livello del mare), e a 300 km dal limitare più interno degli anelli. Le immagini che ci sta inviando, sono le più ravvicinate e definite mai ottenute finora dell'atmosfera del pianeta e dei suoi fenomeni, come questo gigantesco uragano:

 

 

Prima esplorazione. Nessuno strumento si era mai avventurato in questa regione ampia circa 2000 km, nella quale, secondo le attuali simulazioni, le minuscole componenti degli anelli, se presenti e intersecanti il piano orbitale di Cassini, avrebbero lo spessore di particelle di fumo.

 

Misura di protezione. Alla velocità della sonda rispetto al pianeta, circa 124 mila km orari, queste particelle rischierebbero di compromettere la strumentazione. Ecco perché durante il primo passaggio, per prevenire eventuali impatti, la grande antenna a disco della sonda è stata usata come scudo (disabilitando momentaneamente le comunicazioni con la Terra).

 

Registrati e valutati gli eventuali danni, gli ingegneri della NASA decideranno quali strumenti esporre nei passaggi successivi. Qui sotto, in un tweet di @Rainmaker1973, un assaggio delle prime foto dell'atmosfera di Saturno, mano a mano che i dati arrivano a Terra:

 

La prossima manovra come questa è fissata per il 2 maggio. 

 

27 Aprile 2017 | Elisabetta Intini