Belle e impossibili

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Un’alba boreale si sta “specchiando” sul fiume Chena, in Alaska. Uno spettacolo reso ancor più unico dal fatto che in alto sulla destra sono visibili le Pleiadi (clicca sul + per ingrandire la foto). 
L’Alaska è un dei paesi con maggiore escursione termica con differenze di moltissimi gradi tra l’estate e l’inverno. In questa zona il termometro d'estate raggiunge anche i 30 gradi, ma d’inverno è possibile che la temperatura raggiunga anche i 60 gradi sotto zero. La temperatura più bassa mai registrata in Alaska è stata di – 80° C.
Guarda anche altre aurore boreali.
E scopri tutto sulle Pleiadi.
Guarda anche come vanno a scuola i bambini nei luoghi molto freddi.
[F.C.]

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Quali sono i segreti delle aurore boreali? Per scoprirlo è partita una nuova missione della Nasa. Nella spiegazione scientifica di questo spettacolo di colori, infatti, mancano ancora alcuni importanti tasselli. Si sa che questo fenomeno è provocato dalla collisione delle particelle cariche prodotte dal vento solare, che vengono accelerate dal campo magnetico terrestre, con la parte più alta della nostra atmosfera. Ma è anche stato notato che non sempre questo contatto dà origine alle aurore boreali. Quindi è ancora mistero su che cosa scateni realmente il fenomeno. 
I satelliti lanciati saranno anche impegnati nello studio di un altro evento, tipico delle aurore boreali: le tempeste magnetiche. Che possono interferire con le reti energetiche e di telecomunicazioni terrestri.

Foto: © Lyndon Anderson

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Il satellite IMAGE era stato mandato in orbita dalla Nasa nel 2000 per conoscere meglio il fenomeno delle aurore boreale e determinare l'entità dell'interazione tra Sole e campo magnetico terrestre in occasione delle stesse. Progettato per un paio d'anni di attività, il gioiellino da 85 milioni di dollari ha mandato i suoi ultimi dati agli scienziati nel Dicembre dello scorso anno. E una delle ultime straordinarie immagini è quella di un'aurora comparsa l'11 settembre 2005, di cui è possibile vedere anche uno straordinario video (1,20 Mbyte).
E le aurore non sono solo un fenomeno terrestre: per vedere quelle di Saturno clicca qui.
Foto e video: © Nasa

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Il fotografo ha assistito allo spettacolare fenomeno luminoso dell'aurora mentre guardava verso nord dall'osservatorio Mont Cosmos in Quebec (Canada). Davanti ai suoi occhi si è palesato il tipico chiarore di un colore che varia dal giallo al purpureo che accompagna il sorgere del Sole. L'aurora polare (boreale o australe) è l'emissione di luce dall'alta atmosfera delle regioni polari, determinata dall'eccitazione di atomi di azoto e ossigeno per opera di corpuscoli elettrizzati, emessi dal Sole, che sono deflessi verso le regioni polari dal campo magnetico terrestre. Il risultato: uno spettacolo indimenticabile e uno scatto irripetibile.
Foto: © Philippe Moussette

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Finora le aurore le abbiamo viste fotografate in tutte le salse: c'è un vero e proprio esercito di fotografi professionisti (e non) che seguono infatti le vicende relative all'attività solare e si appostano in attesa di vedere questi straordinari spettacoli della natura.
Recentemente (7-8 novembre) alcune regioni attive del Sole si sono distinte per le fiammate e le espulsioni di materiale della corona (coronal mass ejection) che hanno raggiunto la Terra, causando un'intensa tempesta magnetica. I risultati, visibili soprattutto negli Stati Uniti centro-orientali, sono stati catturati anche in un video che sintetizza un'ora e mezza di aurora: clicca qui per vederlo (1 Mbyte; © William McLaughlin).
Foto: © Vic & Jen Winter (ICSTARS Astronomy)

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Le abbiamo viste da tutte le angolazioni: mentre disegnavano il cielo dell'Alaska riproducendo la linea della costa sul mare oppure sopra le chiome degli alberi della Norvegia. Sono le splendide aurore determinate dall'attività delle macchie solari. Non sapevamo ancora però come le potessero ammirare gli astronauti della stazione spaziale. Ecco un clamoroso esempio.
© Nasa

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Grazie all'interazione tra vento solare e campo magnetico terrestre, il cielo si colora di splendide aurore boreali. La forma che assumono questi fasci di luce non è però casuale. Mettendo a confronto infatti le aurore boreali con le coste sopra cui appaiono si è notato che queste luci tendono a rifletterne la forma. Gli scienziati non si spiegano questa correlazione, ma sembra quasi che l'aurora, quando incrocia la Terra, ne venga respinta come se incontrasse un muro. Un'interazione bizzarra visto che questi fenomeni si formano a 100 chilometri di quota.
Questa l'aurora comparsa sull'Alaska i primi giorni di marzo.
© Nasa

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Con la foto del giorno del 26 Settembre 2002 avevamo annunciato l'inizio della stagione delle aurore: questi splendidi disegni sul cielo regalatici dai venti solari che si abbattono sulla Terra, dopo un inizio di stagione spettacolare seguita da un periodo di "stasi", sono ritornati a illuminare le notti della Norvegia!
Questa foto in particolare è stata scattata presso la località norvegese di Toemmeraas da Trygve Lindersen nella notte del 6 ottobre. L'aurora in questo caso ha formato un enorme anello, alto almeno 100 chilometri sopra le chiome degli alberi.

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È la notte di San Lorenzo (10 agosto) quella in cui il cielo dovrebbe brillare grazie alle scie luminose delle Perseidi, meteore che sembrano provenire dalla costellazione di Perseo, ma che sono in realtà detriti lasciati dietro dalla cometa Swift-Tuttle lungo la sua orbita attorno al Sole. Quest'anno in realtà le notti ideali per tenere d'occhio questo fenomeno dovrebbero essere questa (11 agosto, santa Chiara), o la prossima. Tempo permettendo, ovviamente. Perché se quest'anno non si è messa di mezzo la Luna (che sarà calante e quindi lascerà scuro il cielo notturno e più visibili le stelle), le previsione dei meteorologi non promettono nulla di buono sopra i cieli italiani. In questa foto, il previsto incontro della Terra con l'orbita della cometa è avvenuto in concomitanza con un evento invece imprevedibile, un'aurora, comparsa in Colorado (U.S.A.), dietro alla vetta del vulcano Hahn's Peak.
Foto: © Jimmy Westlake

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Basta una macchina fotografica e un po’ di fortuna per immortalare uno spettacolo della natura che ha inizio nello spazio: l’aurora verde, a cui il fotografo Jeff Hapeman ha assistito lo scorso week end, è stata determinata infatti da particelle energetiche che staccandosi dal Sole si sono schiantate sul campo magnetico che circonda la Terra.
Il resto dello spettacolo l’ha fatto il panorama del Pictured Rocks National Lakeshore, un parco del Michigan (USA) il cui nome è dato dalle scogliere di arenaria colorate e che fa parte della regione americana dei Grandi Laghi, dove si possono ammirare le più vaste distese d'acqua dolce del pianeta.

© Jeffrey R. Hapeman Copyright 2006

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A volte succede che cielo e terra eruttino. Più raramente questi due eventi sono contemporanei.
È successo nel 1991 in Islanda, quando il vulcano Hekla si è risvegliato nello stesso momento in cui appariva sul cielo una straordinaria aurora. Questo, che è uno dei vulcani più famosi al mondo, ha causato morte e distruzione nel passato millennio: l'ultima eruzione invece è del 26 febbraio 2000 e i danni sono stati pochi.
Lo scatto ha colto fortuitamente anche la banda verde di un'aurora 100 chilometri sopra il cratere scoppiettante. Foto: © Sigurdur H. Stefnisson

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Che su Saturno ci fossero le aurore boreali era noto da tempo. Ora anche la sonda Cassini è riuscita a "catturare" questo fenomeno. Oggi è previsto uno dei 45 passaggi ravvicinati di Cassini su Titano, la principale luna del pianeta. In uno dei precedenti voli rasenti la sonda aveva rivelato l'esistenza di un presunto vulcano che potrebbe essere una delle fonti di metano nell'atmosfera.
Cassini ha recentemente realizzato un'altra inaspettata scoperta: gli anelli avrebbero una propria atmosfera, diversa da quella del pianeta, composta principalmente da ossigeno e molto simile a quella tenue di Europa e Ganimede, due satelliti di Giove. Inoltre gli anelli non si sarebbero formati insieme a Saturno, circa 4 miliardi di anni fa, ma soltanto poche centinaia di milioni di anni fa, al passaggio troppo vicino di una cometa o da un asteroide che avrebbe fatto a pezzi una luna.

Un’alba boreale si sta “specchiando” sul fiume Chena, in Alaska. Uno spettacolo reso ancor più unico dal fatto che in alto sulla destra sono visibili le Pleiadi (clicca sul + per ingrandire la foto). 
L’Alaska è un dei paesi con maggiore escursione termica con differenze di moltissimi gradi tra l’estate e l’inverno. In questa zona il termometro d'estate raggiunge anche i 30 gradi, ma d’inverno è possibile che la temperatura raggiunga anche i 60 gradi sotto zero. La temperatura più bassa mai registrata in Alaska è stata di – 80° C.
Guarda anche altre aurore boreali.
E scopri tutto sulle Pleiadi.
Guarda anche come vanno a scuola i bambini nei luoghi molto freddi.
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