Spazio

Asteroide in vista il 5 marzo 2016

2013 TX68 potrebbe sfiorare la Terra a una distanza ridicola: è molto piccolo, al punto che ancora non è stato individuato. Ma riporta in primo piano un problema serio.

Un altro asteroide sfiorerà la Terra il prossimo 5 marzo: non fa "notizia" (ogni giorno si scoprono asteroidi che transitano più o meno vicino alla Terra), ma questo, scoperto nel 2013, racconta una storia che deve fare riflettere sul potenziale pericolo di tali oggetti.

2013 TX68 è stato scoperto, appunto, nel 2013, quando passò a circa 2 milioni di chilometri dal nostro pianeta. È stato poi perso di vista, ragion per cui la sua orbita è rimasta molto incerta.

Ora la Nasa fa sapere che le stime orbitali per 2013 TX68 danno, per il punto di massimo avvicinamento, da 14 milioni a 17.000 chilometri. Un'incertezza notevole, con una minima che fa apparire infiniti i 380.000 km di distanza della Luna. Gli esperti del Center for NEO Studies (Cneos) aggiungono però che non c'è alcun pericolo per la Terra, per il passaggio del 5 marzo.

In una lunga intervista (vedi) online sul sito Alumni del Politecnico di Milano, Andrea Accomazzo, Flight Director ESA per la missione Rosetta, non ha difficoltà ad ammettere che «prima o poi l’umanità arriverà anche su Marte, e magari oltre, ma per il momento non credo sia molto utile andare in quella direzione. La difesa planetaria è un problema più urgente, che riguarda tutta l’umanità».

La lezione russa. Pare invece che ci sia qualche preoccupazione in più riguardo al passaggio successivo, quello che potrebbe avvenire il 28 settembre del 2017 (se i calcoli orbitali saranno confermati): in quel caso la probabilità di impatto è stimata in 1 su 250 milioni. «Una probabilità davvero minima», ha commentato Paul Chodas, direttore del Cneos, «non c'è motivo di vivere con l'ansia di una imminente catastrofe cosmica» considerate anche le modeste dimensioni di 2013 TX68, che pare abbia un diametro di circa 30 metri.

2013 TX68 porta però comunque alla ribalta un problema serio: questi piccoli oggetti sono molto difficili da tenere sotto controllo, possono "apparire dal nulla" ed essere pericolosi per la Terra.

Per avere un’idea dei danni che potrebbe causare, basta ricordare l'evento di Chelyabinsk, in Russia, del 15 febbraio 2013, quando un meteorite esplose in atmosfera: aveva un diametro di 20 metri, ma fece (indirettamente) un migliaio di feriti, soprattutto a causa dei frammenti prodotti dallo sfondamento di vetri e finestre a causa dell'onda d'urto. Se 2013 TX68 dovesse entrare nell’atmosfera, potrebbe sviluppare un’energia due volte superiore.

La scia lasciata dall'asteroide esploso tre anni fa sopra Chelyabinsk, in Russia (clicca sull'immagine per ingrandirla).
Il cratere nel ghiaccio prodotto da uno dei frammenti dell'asteroide russo (clicca sull'immagine per ingrandirla).

La lezione è semplice: non investiamo abbastanza nella sorveglianza del Sistema Solare, con sistemi ad hoc per cercare, censire e monitorare gli oggetti che vi orbitano.

Lo stesso 2013 TX68 non è al momento ancora stato rilevato: i ricercatori del Cneos sperano di intercettarlo con i telescopi nei prossimi giorni.

E prima sarà, per calcolare con esattezza l'orbita ed eventualmente anche per mettere in atto qualunque piano necessario a mitigare eventuali, possibili rischi.

5 febbraio 2016 Luigi Bignami
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