Arrivederci, InSight: la foto di commiato dei CubeSat

L'ultima cartolina inviata da MarCO-B è un tributo a Marte e un augurio al lander della NASA a inizio missione. Ora i piccoli satelliti proseguiranno il loro viaggio nello Spazio.

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Marte ritratto per l'ultima volta dal piccolo CubeSat MarCO-B, che ha accompagnato insieme a un satellite gemello la missione InSight, seguendola da lontano nella sua discesa sul Pianeta Rosso.|NASA/JPL

I due mini satelliti Mars Cube One (MarCO) hanno svolto alla perfezione il compito di lontani osservatori del lander InSight: i piccoli CubeSats, partiti insieme alla sonda della NASA lo scorso maggio, sono stati i primi satelliti di questo tipo a spingersi così lontano nello Spazio (circa 150 milioni di km) e i primi a fornire praticamente in tempo reale (ritardi nelle comunicazioni permettendo) conferma dell'avvenuto atterraggio sul Pianeta Rosso.

 

Durante i sei minuti e mezzo al cardiopalmo della discesa di InSight, i due CubeSat hanno raccolto i radiosegnali del lander e li hanno trasmessi agli ingegneri in attesa al centro di controllo di missione, che hanno così avuto conferma che tutto stava procedendo per il verso giusto.

 

La serena desolazione di Marte nella seconda foto inviata da InSight dopo il touchdown: nello scatto si notano il sismometro (a sinistra) e il braccio robotico del robot. | NASA/JPL

 

un'ultima foto. Esaurito questo compito di "ponte radio", che potrà essere replicato in prossime missioni, hanno deliziato il team di Terra con un ultimo regalo: MarCO-B, il "più in forma" dei due CubeSat, ha catturato l'immagine di Marte che vedete in apertura di pagina. Il pianeta spicca dietro all'antenna a griglia che il satellite usa per comunicare con la Terra: lo scatto, molto più ravvicinato rispetto a quello realizzato qualche tempo fa, puntando verso la Terra, è stato fatto a 10-15 minuti dal touchdown di InSight, mentre MarCO-B si trovava a circa 7.500 km dal Pianeta Rosso.

 

E adesso? I due satelliti, che non hanno una propulsione potente abbastanza per rimanere in orbita marziana, stanno proseguendo il loro viaggio oltre il pianeta per posizionarsi, se tutto va come deve, in orbita stabile attorno al Sole. Gli scienziati ascolteranno i loro segnali radio per tracciarne la posizione, per raggiungere eventuali destinazioni aggiuntive (per esempio un asteroide da seguire da vicino). Semplicemente, sarà importante capire quanto a lungo questi satelliti così piccoli e relativamente economici possano resistere nello Spazio.

 

27 Novembre 2018 | Elisabetta Intini