Spazio

Abbiamo appena inviato un messaggio agli alieni (e forse non era il caso)

Un gruppo di ricercatori ha inviato un messaggio verso la Stella di Luyten, lontana 12,4 anni luce. La risposta potrebbe arrivare in meno di 25 anni.

ET, se ci sei batti un colpo. O meglio, rispondi al nostro messaggio, appena inviato dal METI (Messaging ExtraTerrestrial Intelligence), la controparte "attiva" del SETI, che si occupa di comunicare con forme di intelligenza aliena.

Il messaggio si basa su un linguaggio matematico, considerato universale, e vuole segnalare la presenza di vita intelligente (noi) al potenziale ET. Il destinatario è il pianeta nella fascia abitabile della stella GJ 273, conosciuta anche come Stella di Luyten, lontana 12,4 anni luce.

L'esopianeta è stato scoperto da poco ed è subito entrato nella lista di quelli più vicini e potenzialmente in grado di sostenere la vita.

Il "messaggio di Arecibo" è un segnale radio trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo, in Porto Rico, il 16 novembre 1974. È stato indirizzato verso l'ammasso globulare di Ercole (M 13), a 25.000 anni luce da noi.

Tempo al tempo. La risposta sarebbe «un risultato improbabile, ma sicuramente gradito», ha commentato Douglas Vakoch, presidente del METI.

Infatti, anche se il pianeta contenesse acqua allo stato liquido, non è detto che anche lì la vita sia nata, si sia evoluta fino a creare organismi intelligenti, con una tecnologia in grado di ricevere il nostro messaggio, interpretarlo e rispondere.

L'eventuale risposta, comunque, non arriverà prima del 2042: servono 12,4 anni al segnale per arrivare a destinazione e altri 12,4 per ricevere una risposta. Comunque molti meno rispetto ai 50.000 anni necessari per avere una risposta al complesso messaggio di Arecibo, inviato esattamente 43 anni fa verso un lontano ammasso di stelle.

Stephen Hawking
Sulla possibile esistenza di alieni evoluti Stephen Hawking afferma: «Ci sono, ma è meglio per noi se non li contattiamo». © SK/PB

Siamo proprio sicuri? Il messaggio del METI è stato inviato per un tempo totale di 8 ore da un'antenna in Norvegia ed è molto più semplice del suo storico predecessore. E quindi, secondo Vakoch, più facilmente identificabile da una razza aliena. Contiene informazioni trigonometriche sulla stessa onda che lo trasporta e sul calcolo dello scorrere del tempo.

Tuttavia il 98% dei ricercatori del SETI (e molti altri scienziati come Stephen Hawking) è contrario a questo genere di messaggi.

Dan Werthimer, un astronomo dell'Università della California a Berkley ha commentato infatti: «è come gridare in una foresta senza sapere se ci sono leoni, tigri, orsi o altre bestie pericolose».

Ma per sapere con certezza quanto è amichevole il potenziale ET, dovremo attendere almeno 25 anni.

20 novembre 2017 Davide Lizzani
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