Andromeda è grande più o meno come la Via Lattea

La nostra vicina di casa galattica, da sempre considerata una "sorella maggiore", sarebbe più piccola di quanto credessimo: avevamo sovrastimato la quantità di materia oscura che contiene. 

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La galassia di Andromeda.|Wikimedia Commons

A lungo si è ritenuto che la Galassia di Andromeda (M31), una galassia a spirale nonché quella di maggiori dimensioni, vicino alla Via Lattea, fosse due o tre volte più grande dell'insieme di stelle in cui viviamo: nell'arco di 5 miliardi di anni - si pensava - la Via Lattea finirà per fondersi con l'ingombrante vicina.

 

Le nuove misure. Ma una ricerca appena pubblicata sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society sembra riequilibrare la gara tra le due. In base alle analisi dell'International Centre for Radio Astronomy Research (Università dell'Australia occidentale) Andromeda sarebbe circa 800 miliardi di volte più pesante del Sole, più o meno come la Via Lattea.

 

La collisione tra Andromeda e la Via Lattea in una simulazione dei ricercatori. | ICRAR

Un approccio innovativo. Gli scienziati sono giunti alla conclusione utilizzando una tecnica che permette di calcolare la velocità di fuga da una galassia. «Per sfuggire alla gravità terrestre, un razzo lanciato nello Spazio deve viaggiare alla velocità di 11 km al secondo» spiega Prajwal Kafle, tra gli autori. «La nostra galassia, la Via Lattea, è oltre mille di miliardi di volte più pesante del piccolo pianeta Terra, e per superare la sua attrazione gravitazionale dovremmo lanciare alla velocità di 550 km al secondo. Abbiamo usato questa tecnica per ricavare la massa di Andromeda».

 

In rotta di collisione. Si è così scoperto che la quantità di materia oscura della vicina spaziale era stata sovrastimata: è molto meno di quanto pensassimo, e pari a un terzo di quella stimata in precedenti osservazioni. I risultati portano a riconsiderare lo scenario che si prospetterà quando la Via Lattea e Andromeda, separate soltanto da due milioni di anni luce, si scontreranno, poiché le carte in tavola sono completamente cambiate.

 

 

14 Febbraio 2018 | Elisabetta Intini