Anche SpaceX ritarda i voli umani

Dopo Boeing, anche SpaceX ha dilatato i tempi per il trasporto di un equipaggio umano nello Spazio.

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Un disegno della sala comando della navetta Dragon (SpaceX), che dovrebbe portare uomini alla ISS e, più in là, su Marte.|SpaceX

Qualche mese fa la Boeing rendeva noto che il primo lancio con la nuova capsula CST-100 Starliner sarebbe stato posticipato al 2018; adesso, con poca sorpresa, anche SpaceX  ha fatto sapere di non essere in grado di lanciare uomini nel 2017, com'era nei suoi piani: la nuova tabella di marcia fissa il primo lancio a maggio del 2018.

 

SpaceX ha un contratto da 2,6 miliardi di dollari con la Nasa per costruire una navicella spaziale in grado di portare astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale e di farli tornare a Terra. Un progetto che l'Agenzia Usa vorrebbe vedere realizzato il prima possibile, perché da quando ha mandato in pensione lo Shuttle, nel 2011, per il trasferimento degli astronauti si è dovuta rivolgere alla Russia, che ha progressivamente aumentato il prezzo del biglietto di sola andata alla Iss fino agli attuali 82 milioni di dollari.

 

Una capsula Dragon è già utilizzata per rifornire la ISS: a differenza delle altre torna a Terra integra. | SpaceX

Al momento la Nasa, che ha un contratto con Roscosmos, l'Agenzia spaziale russa, fino al 2018, ha già speso circa 490 milioni di dollari per sei astronauti. In questa chiave è comprensibile la richiesta a SpaceX di due missioni umane, che potrebbero anche diventare sei.

 

Il prossimo lancio. L'annuncio di SpaceX arriva a tre mesi dall'esplosione del razzo Falcon 9, mentre, poco prima del lancio per portare in orbita un satellite, veniva rifornito di carburante alla Cape Canaveral Air Force Station. Tuttavia, fa notare la società, il problema è da ricercare nel razzo, non nella capsula che porterà gli uomini nello spazio.

Le cause dell'esplosione non sono ancora state del tutto chiarite, ma si ritiene che siano correlate al sistema di raffreddamento dell'elio mentre viene immesso nei serbatoi. A differenza di tutti gli altri attori dei voli spaziali, SpaceX riempie i serbatoi con il propellente necessario al lancio quando l'ultimo modulo (il satellite, o in futuro la capsula con l'equipaggio) è già in testa al vettore e pronto al lancio, e questa metodologia rende la fase di partenza più pericolosa.

 

SpaceX, comunque, si dice fiduciosa di poter risolvere il problema e di lanciare il prossimo Falcon 9 a gennaio 2017 per portare nello spazio 10 satelliti Iridium.

 

14 Dicembre 2016 | Luigi Bignami