Antenne puntate sui buchi neri

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|© ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/NASA/ESA/F. Combes
Nel cuore di quasi tutte le galassie dell'Universo, inclusa la Via Lattea, si trovano buchi neri supermassicci con masse fino a qualche miliardo di volte la massa del sole. Nell'Universo che conosciamo oggi la maggior parte dei buchi neri supermassicci è molto meno attiva di quanto non lo fosse in gioventù, ma l'interazione tra i loro getti e l'ambiente circostante continua a influenzare l'evoluzione della galassia ospite. Per far luce su questo fenomeno, due gruppi internazionali di astronomi hanno utilizzato la potenza del radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell'ESO per sondare i getti dei buchi neri a scale diverse: un buco nero vicino e relativamente quiescente nella galassia NGC 1433 e un oggetto molto distante e attivo che si chiama PKS 1830-211. Gli studi, entrambi pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics, hanno dimostrato come i getti provenienti dai buchi neri possono bloccare la formazione stellare e regolare la crescita del cuore delle galassie che li ospitano.
Nella foto è ritratta la parte centrale della vicina galassia attiva NGC 1433. L’immagine di fondo, blu e debole, che mostra le fasce di polvere al centro della galassia, è stata ottenuta dal Telescopio Spaziale Hubble della NASA/ESA, mentre le strutture colorate vicino al centro provengono dalle più recenti osservazioni con ALMA.

Scopri tutto sui buchi neri nel blog "Una finestra sull'Universo" di Mario di Martino.
Cinquant'anni di foto spettacolari dell'ESO.
12 Novembre 2013 | Rebecca Mantovani