Spazio

Alla conquista dello spazio. 100 chilometri dal record.

Dieci milioni di dollari in premio per il velivolo che in due settimane riuscirà a volare nello spazio per almeno due volte. Un team americano, a bordo di un aereo razzo battezzato SpaceShipOne,...

Alla conquista dello spazio. 100 chilometri dal record.
Dieci milioni di dollari in premio per il velivolo che in due settimane riuscirà a volare nello spazio per almeno due volte. Un team americano, a bordo di un aereo razzo battezzato SpaceShipOne, ha completato il primo dei due pericolosi viaggi. Anche per i privati si apre la porta dello spazio.

Il pilota Mike Melvill esulta subito dopo il ritorno a Terra.
Il pilota Mike Melvill esulta subito dopo il ritorno a Terra.

SpaceShipOne ce l'ha fatta: mercoledì mattina (pomeriggio in Italia) il veicolo spaziale privato pilotato da Michael Melvill è rientrato alla base californiana di Mojave, compiendo così il primo importante passo per la conquista del X-Prize. Se il team della Scaled Composites, proprietaria del mezzo ripeterà l'impresa entro il 13 ottobre, vincerà i 10 milioni di dollari messi in palio dalla X-prize Foundation per il primo veicolo spaziale privato che in due settimane avrà portato nello spazio - ad almeno 100 chilometri di altezza - due persone o un peso equivalente.
Provaci ancora SpaceShipOne! Gia nel giugno di quest'anno lo SpaceShipOne, realizzato grazie ai contributi economici di Paul Allen, cofondatore di Microsoft, aveva effettuato con successo il suo primo volo, ma a causa di problemi tecnici non era riuscito a ripetere l'impresa in tempo utile per la conquista del premio.
Nata nel 1996, la X-prize Foundation ha raccolto decine di milioni di dollari da donazioni private, per far rivivere in chiave spaziale i premi messi in palio agli inizi del '900 per gli aviatori che riuscivano a portare a termine le grandi trasvolate.
Ben 26 team provenienti da 7 diversi paesi stanno tentando la conquista dell'ambitissimo premio, ma fino ad oggi solo la Scale Composites è riuscita a far decollare il proprio mezzo. Problemi tecnici ma soprattutto economici stanno infatti affliggendo tutti gli altri concorrenti.
Tutto liscio, o quasi. Il veicolo è decollato all'alba dal Mojave Airport, nel deserto della California, agganciato al White Kinght, lo speciale aeroplano che lo ha condotto fino alla quota di 15.000 metri e dal quale si è poi sganciato per proseguire solo con i propri motori verso la destinazione finale. Anche questa volta il volo di Melville non è stato dei più tranquilli: subito dopo essersi separato dall'aereo, lo SpaceShipOne ha iniziato a roteare vorticosamente su se stesso per alcuni lunghissimi secondi, prima che il pilota ne riprendesse il pieno controllo e portasse a termine la sua missione con successo.
Canadesi a terra. Oltre allo SpaceShipOne, solo un team canadese aveva già reso note le date dei voli con i quali avrebbe tentato di conquistare il trofeo: si tratta del Da Vinci Project, i cui tentativi erano programmati nell'intervallo previsto tra quelli compiuti dai californiani. Problemi di natura burocratica hanno però costretto il team a rimandare la prova: sembra infatti che la squadra di Toronto non abbia ancora presentato alle autorità la documentazione necessaria per ottenere l'autorizzazione al decollo.
Per questo motivo il Da Vinci Project non ha mai compiuto nemmeno un volo di prova. Il veicolo dovrebbe raggiungere la quota di circa 25.000 metri appeso ad un pallone a elio, e da qui, grazie alla forza dei propri propulsori dovrebbe raggiungere la quota prevista di 100 chilometri di altezza prima di rientrare sulla Terra frenato da un paracadute.
Turisti spaziali. C'è comunque chi pensa già di sfruttare commercialmente i successi dello SpaceShipOne: lo scorso lunedì Virgin Group ha fatto un'offerta a Mojave Aerospace Ventures, proprietaria della tecnologia, per sviluppare il primo traghetto spaziale privato del mondo. L'obiettivo è quello di portare passeggeri paganti nello spazio entro tre anni. Il prossimo volo della navicella californiana è previsto per il 4 ottobre, ma le condizioni meteo e la necessità di risolvere gli eventuali problemi verificatisi nel volo di mercoledì potrebbero costringere il team a rimandare la prova.

(Notizia aggiornata al 30 settembre 2004)

30 settembre 2004
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