Spazio

Adesso è confermato, la macchia scura osservata ieri su Giove è la cicatrice lasciata da un impatto

Esattamente 15 anni dopo i primi impatti dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 sul pianeta gigante del Sistema Solare, un altro oggetto cosmico ha...

Esattamente 15 anni dopo i primi impatti dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 sul pianeta gigante del Sistema Solare, un altro oggetto cosmico ha bombardato Giove. Le analisi delle osservazioni effettuate dall’Osservatorio Astronomico di Mauna Kea (Hawaii) ormai non lasciano più alcun dubbio. Le nuove immagini riprese nel vicino infrarosso (1,65 micron) mostrano che l’impatto è avvenuto in prossimità del polo sud del pianeta, lasciando un’evidente macchia scura nella banda visibile dello spettro elettromagnetico di diverse centinaia di chilometri di diametro, mentre nell’infrarosso appare molto evidente un’enorme nube di particelle brillanti che si muovono verso l’alto. L’alta troposfera in corrispondenza del punto di impatto mostra una temperatura molto più elevata delle regioni circostanti.

Questa immagine, ripresa nel vicino infrarosso dal telescopio da 3 metri di diametro IRTF (InfraRed Telscope Facility) della NASA (Osservatorio di Mauna Kea), mostra chiaramente l’enorme nube di gas caldi prodotta nell’atmosfera di Giove di un piccolo corpo cosmico di natura ancora imprecisata, ma molto probabilmente una cometa.

Si è trattato di una circostanza estremamente fortunata quella che ha permesso all’astrofilo australiano Anthony Wesley di scoprire la macchia. Stava infatti osservando Giove al momento giusto e quando il pianeta si trovava nella posizione giusta per essere testimone dell’evento.

Molto probabilmente il corpo che è entrato in rotta di collisione con Giove era una piccola cometa, ma ciò che lascia stupefatti è che l’evento si sia verificato proprio in coincidenza con il quarantesimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna e del quindicesimo dell’impatto dei 21 frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 con il gigante del Sistem,a Solare.

21 luglio 2009 Mario Di Martino
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