Abbronzature galattiche

Una piccolissima parte dei raggi che contribuiscono alla nostra abbronzatura arriva da lontanissimo, da fuori dalla nostra stessa galassia.

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Una piccolissima quantità di radiazioni che ci abbronza è prodotta dalla luce di stelle e galassie lontanissime.

Se siete sdraiati su una spiaggia o se ci andrete tra poco, ma anche se siete in montagna a prendervi un po’ di tintarella, sappiate che la vostra pelle sarà bombardata da circa 6 sestilioni (ossia da 6 x 10 seguito da 35 zeri) di fotoni al secondo che, interagendo con la pelle, daranno origine all’abbronzatura.

 

Quasi tutti i fotoni arrivano dal Sole, anche se una piccola parte arriva anche da altre stelle, in galassie lontanissime.

 

"TANTI", MA "POCHI". In uno studio pubblicato su Astrophysical Journal un gruppo di astronomi ha accuratamente quantificato l’energia che arriva sulla Terra da fuori dalla nostra galassia. Sono state prese in esame le lunghezze d’onda da pochi micron (pericolose per la pelle) a millimetri (innocue).

 

Il risultato vuole che solo un miliardesimo di miliardesimo delle radiazioni che colpiscono un uomo arrivi da galassie lontane. Secondo Simon Driver, del Radio Astronomy Research (ICRAR) ogni volta che usciamo dalla porta, notte o giorno che sia, veniamo bombardati da circa 10 miliardi di fotoni al secondo che arrivano dallo spazio intergalattico. Tali fotoni sono prodotti da stelle lontane e da fenomeni violenti come l’azione di buchi neri quando ingoiano oggetti vicino a sé. Pur essendo un numero oggettivamente elevato, è nulla rispetto alla quantità di fotoni che arrivano dal Sole.

 

Gli autori hanno misurato per la prima volta con estrema precisione le lunghezze d'onda dei fotoni che colpiscono la Terra prestando particolare attenzione a quelli provenienti dall'esterno della Via Lattea.
La maggior parte della luce che ci colpisce proviene dal Sole. Ci raggiunge in modo diretto (1 sestillione di fotoni), diffondendosi attraverso il cielo (300 quintillioni), o indirettamente, riflessa dalla polvere dispersa nel sistema solare (100 trilioni). Allo stesso tempo siamo inondati da radiazione che ha origine ben oltre la nostra galassia. Gli astronomi la chiamano luce extra-galattica di fondo. Sono circa 5 miliardi di fotoni al secondo, 5 provenienti da altre galassie e 5 provenienti dai buchi neri.

 

Rogier Windhorst, dell’Arizona State University, sostiene che una grande quantità di radiazioni prodotte in galassie lontane, potenzialmente pericolose per l’uomo (come le radiazioni ultraviolette), vengano convertite in radiazioni meno dannose dalla polvere interstellare con la quale interagiscono. «Circa la metà della luce ultravioletta che viaggia nel Cosmo – spiega l'astrofisico - è convertita durante il tragitto in lunghezze d'onda meno dannose. Le galassie stesse ci forniscono un crema solare naturale con fattore di protezione 2».

 

Per chi si stesse chiedendo se ha un senso spendere soldi per ricerche di questo genere, sottolineamo che questi risultati rientrano nell’ambito di uno studio che si propone di comprendere la distribuzione degli atomi e dell’energia nell’Universo.

18 Agosto 2016 | Luigi Bignami