67/P Chuyurmov-Gerasimenko: non è neve, ma l'effetto è bellissimo

Un'elaborazione mostra immagini straordinarie dalla cometa, che in molti hanno chiamato "nevicata". Ecco la spiegazione di che cosa si vede.

churyumov-gerasimenko
La cometa Churyumov-Gerasimenko fotografata dalla sonda Rosetta a pochi chilometri di distanza dalla superficie.|Esa

Nel 2014 la sonda Rosetta, dell’Agenzia spaziale europea, si avvicinò alla cometa Churyumov-Gerasimenko per studiarla da vicino: la missione, che ha entusiasmato appassionati, curiosi e ricercatori era iniziata ben 12 anni prima ed è finita nel 2016, dopo due anni di permanenza attorno a quell'oggetto: vedi lo Speciale di Focus.it Rosetta e la cometa.

 

In quell’arco di tempo si tentò anche la discesa sulla cometa con il lander Philae, che purtroppo non andò come previsto. Tuttavia, per dare un'idea della complessità e ricchezza di quella missione, i dati raccolti da Philae e da Rosetta non sono ancora stati tutti elaborati e periodicamente vengono rilasciati da vari enti di ricerca nuove immagini e nuovi studi.

 

Oltre agli scienziati di professione vi sono anche numerosi contributi che arrivano da appassionati astrofili che hanno le competenze e le conoscenze necessarie all’elaborazione delle immagini, come in questo caso:

 

 

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Due fotogrammi del video: sono riportati i nomi di alcune stelle. | Esa

Il video, elaborato e diffuso da landru79 su Twitter, mostra immagini ottenute da Rosetta da circa 13 km di distanza dalla superficie della cometa il 1° giugno 2016: sembra una nevicata, ma la realtà è diversa.

 

Sullo sfondo, i puntini che si muovono sono stelle (è ovviamente un moto apparente) mentre in primo piano vi è una raffica di granelli di ghiaccio e polvere che si sollevano dalla cometa mentre questa si avvicina al Sole. Ai due fenomeni si aggiungono anche delle striature biancastre che sono il risultato dell’impatto di raggi cosmici su un sensore della fotocamera di Rosetta.

 

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Un collage di immagini della cometa. | Esa

 

Questo breve filmato ha lasciato stupiti anche i ricercatori perché permette di “vedere” la caotica realtà in cui si muoveva la sonda.

 

Con l'allontanamento della cometa dal Sole e la conseguente perdita di energia e di controllo per la strumentazione, il 30 settembre 2016 l’ESA decise di porre fine alla missione facendo atterrare Rosetta sulla superficie della cometa, raccogliendo dati e immagini ancora sotto studio.

 

26 Aprile 2018 | Luigi Bignami