50 anni di passeggiate spaziali

Il momento più affascinante di ogni missione spaziale, quello delle attività extraveicolari, ha più di mezzo secolo. Era il 18 marzo 1965 quando il cosmonauta sovietico Alexei Leonov mise per la prima volta piede nello Spazio. E il 3 giugno 1965 anche un americano, Ed White, fece la sua prima passeggiata. Per festeggiare, ecco le foto delle più memorabili EVA di sempre.

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18 marzo 1965: durante la missione Voskhod 2 nell'orbita terrestre, il cosmonauta sovietico Alexei Leonov fu il primo essere umano nella storia delle esplorazioni spaziali a uscire da una navicella spaziale esponendosi al vuoto dello Spazio. Leonov rimase collegato alla capsula, a 500 km da Terra, mediante un cavo di sicurezza per circa 12 minuti. Ma al momento di rientrare qualcosa andò storto. A causa della mancanza di contro pressione causata dal vuoto dello Spazio, la tuta si era gonfiata come un pallone, a tal punto che l'astronauta riuscì a malapena a rientrare all'interno dell'airlock: la difficile manovra e le procedure per sgonfiarla causarono una tale perdita di liquidi che il suo corpo perse, quel giorno, 6 kg di peso.

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In questo scatto del 1965 vediamo, in ordine di volo da sinistra, i primi cosmonauti sovietici: Yuri Gagarin, Gherman Titov, Andrian Nikolayev, Pavel Popovich, Valeri Bykovsky, Valentina Tereshkova, Konstantin Feoktistov, Vladimir Komarov, Boris Yegorov, Pavel Belyayev e, in fondo, Alexei Leonov. Leonov era appena rientrato dalla missione Voskhod 2, reduce dalla prima EVA della storia.

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3 giugno 1965: tre mesi dopo l'impresa di Leonov, l'astronauta statunitense Ed White è il primo americano a compiere una attività extraveicolare, durante la missione Gemini 4.

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Ed White rimane fuori dalla navicella 23 minuti, senza dover compiere alcun compito, e con l'erogatore per l'ossigeno inserito nel cavo di sicurezza. Sullo sfondo di questa foto, l'Oceano Pacifico a nord est delle isole Hawaii

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Luglio 1969: sebbene siamo abituati a pensare alle passeggiate spaziali come al fluttuare degli astronauti nello spazio, anche le passeggiate lunari sono di fatto attività extra veicolari (o come vengono definite tecnicamente, EVA). La prima è quella di Neil Armstrong e Buzz Aldrin del 20 luglio 1969.

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Febbraio 1984: Bruce McCandless è il primo astronauta di sempre a sperimentare la Manned Maneuvering Unit (MMU), uno zaino a propulsione per effettuare passeggiate spaziali a distanza dalla navicella (e oggi non più utilizzato: un dispositivo simile ma di dimensioni più ridotto è destinato solo ai casi di emergenza). In quell'occasione McCandless si spinse a ben 100 m dall Shuttle, senza nessun cavo di sicurezza. Usando poi il propellente di azoto per ritornare alla navicella.

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L'astronauta francese Jean-Loup Chrétien durante la prima EVA effettuata da un europeo, il 9 dicembre 1988, durante una missione di 26 giorni nella base orbitante russa Mir. La passeggiata spaziale di Chrétien durò 6 ore, un vero record per i tempi, tutte spese per installare componenti tecniche della stazione.

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Il tedesco Thomas Reiter durante la prima passeggiata spaziale di un astronauta tedesco, effettuata dalla stazione spaziale Mir nell'autunno del 1995. La sua missione come ingegnere di volo durò ben 179 giorni, durante i quali effettuò due EVA e 40 esperimenti scientifici.

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Di nuovo Reiter 11 anni dopo, il 3 agosto 2006, durante una EVA all'esterno della ISS: la passeggiata spaziale faceva parte della missione Astrolab, la prima di lunga durata sulla ISS. Reiter vi trascorse 171 giorni, qualcuno in più del previsto a causa delle avverse condizioni meteo per il rientro.

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L'astronauta dell'ESA Christer Fuglesang al lavoro su una piattaforma ancorata al braccio robotico Canadarm 2, durante la missione STS-116, nel 2006. Fuglesang è stato il primo svedese a viaggiare nello Spazio.

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Hans Schlegel al lavoro sul modulo europeo Columbus il 13 febbraio 2008, durante la seconda passeggiata spaziale della missione STS-122, durata 6 ore e 45 minuti.

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Prima di avventurarsi in una passeggiata spaziale serve il giusto addestramento: nella foto, l'astronauta tedesco Alexander Gerst si allena all'interno dell'ESA’s Neutral Buoyancy Facility a Colonia, in Germania, nel giugno 2010. Durante queste fasi dell'addestramento si impara a rimanere ancorati al cavo di sicurezza, a comunicare con i colleghi e con il controllo di Terra, a manovrare gli strumenti del mestiere e a monitorare la situazione della tuta.

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Un altro momento dell'addestramento, questa volta in acqua, per simulare con più efficacia le condizioni di peso all'esterno della ISS. Nella foto il cosmonauta dell'ESA Thomas Pesquet durante un training presso Neutral Buoyancy Lab della Nasa a Houston, Texas, accanto a una riproduzione in scala reale dei vari moduli della ISS.

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Il selfie spaziale del nostro Luca Parmitano durante la prima delle sue due passeggiate spaziali, il 9 luglio 2013, durata 6 ore e 7 minuti. Nella seconda EVA, il 16 luglio, si verificò il famoso incidente con la perdita di acqua all'interno del casco, e il tempestivo rientro che evitò una tragedia.

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Un'ultima foto con la Terra sullo sfondo per Parmitano, prima di rientrare. Lo scatto è della prima EVA dell'astronauta siciliano, il 9 luglio 2013.

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L'astronauta dell'ESA Alexander Gerst incontra Alexei Leonov, oggi 80enne, prima della sua missione sulla ISS, terminata nel settembre 2014. Le belle foto della missione di Gerst

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Alexander Gerst durante la EVA del 7 ottobre 2014, durante la quale ha dovuto spostare dalla ISS, insieme al collega Reid Wiseman, una pompa che sulla Terra peserebbe 385 kg.

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L'astronauta britannico Tim Peake ispeziona una tuta spaziale semirigida Orlan presso il Gagarin Cosmonaut Training Centre nei pressi di Mosca. Queste tute utilizzate nelle fasi di addestramento consentono una permanenza fuori dalla ISS fino a 7 ore.

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Una tuta spaziale della Nasa aspetta solo di essere indossata all'interno del Quest Airlock della ISS.

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Una tuta spaziale Orlan in attesa di essere indossata, sulla ISS.

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Il saluto dell'astronauta dell'ESA Christer Fuglesang durante la sua terza e ultima EVA nel corso della missione STS-128 nel 2009.

18 marzo 1965: durante la missione Voskhod 2 nell'orbita terrestre, il cosmonauta sovietico Alexei Leonov fu il primo essere umano nella storia delle esplorazioni spaziali a uscire da una navicella spaziale esponendosi al vuoto dello Spazio. Leonov rimase collegato alla capsula, a 500 km da Terra, mediante un cavo di sicurezza per circa 12 minuti. Ma al momento di rientrare qualcosa andò storto. A causa della mancanza di contro pressione causata dal vuoto dello Spazio, la tuta si era gonfiata come un pallone, a tal punto che l'astronauta riuscì a malapena a rientrare all'interno dell'airlock: la difficile manovra e le procedure per sgonfiarla causarono una tale perdita di liquidi che il suo corpo perse, quel giorno, 6 kg di peso.