L'Universo in uno scatto

C'è chi le notti insonni le passa a contare le pecore e chi a contemplare le stelle. Tra questi, qualcuno si è procurato la giusta attrezzatura e, con un po' di esperienza, ha iniziato a scattare foto che nulla hanno da invidiare agli scatti di Spitzer e Hubble. Direttamente dal concorso Astronomy Photographer of the Year 2011, patrocinato dall'Osservatorio Reale di Greenwich e dal National Maritime Museum ecco gli scatti più suggestivi dei nostri cieli realizzati da chi ha fatto della passione per l'astrofotografia un hobby sempre più serio.

Un quadretto di famiglia che ritrae Giove, il gigante gassoso, accanto a due dei suoi satelliti, Io e Ganimede. Il primo, in basso a sinistra, è il corpo celeste geologicamente più attivo del Sistema Solare, come si nota dalle sfumature arancioni e rossastre dovute allo zolfo e alla lava presenti sulla sua superficie. Ganimede, la luna più grande del Sistema Solare, è invece composto prevalentemente di rocce e acqua ghiacciata. L'autore ha ottenuto la posa perfetta dopo tre settimane di lavoro sull'isola di Barbados, nei Caraibi, aggiudicandosi così il primo premio assoluto dell'edizione 2011.
Tutte le lune del Sistema Solare (vai alla gallery)

Lontano dall'inquinamento luminoso e durante un'eclissi totale di Sole. Sono queste le condizioni ideali per fotografare la Via Lattea, a giudicare dai risultati ottenuti da Tunç Tezel, vincitore della categoria "Earth and Space". Il cielo che vedete è quello del villaggio di Oneroa, su Mangaia, una delle Isole Cook (Nuova Zelanda).
Sai che sapore ha la Via Lattea?
Non perderti il multimedia sull'inquinamento luminoso

Questa nube di polveri e detriti stellari, generati dall'esplosione di un astro molto più massivo del Sole 10 mila anni fa, occupa un'area circa 20 volte più estesa dell'intero disco lunare. A immortalare la supernova Vela è stato Marco Lorenzi, un fotografo italiano, vincitore della sezione "Deep Space", sullo spazio profondo.
Altre belle foto e curiosità sulle supernove

Nelle foto di spazio il timing è tutto. E fotografare in un colpo solo la ISS, lo Shuttle Endeavour e il Sole non è impresa da tutti. Il "puntino" nero a sinistra della ISS (che nella foto ha ancorato lo Shuttle) non è un'altra navicella né un detrito spaziale, ma una macchia solare.
Per i nostalgici: l'ultimo volo dell'Endeavour (video)

Le galassie ellittiche, che possono comprendere fino a un trilione di stelle, sono generalmente di forma regolare e ricordano nelle sembianze una palla da rugby. Quella qui ritratta in alto a sinistra (NGC474) è così frastagliata probabilmente a causa dell'interazione gravitazionale con le vicine. La foto si è aggiudicata il primo posto nella sezione "Robotic Scope" dedicata alle foto catturate da telescopi remoti o robotici e poi processate dal fotografo.
Le più spettacolari collisioni tra galassie

La giusta prospettiva trasforma i pilastri di polveri stellari delle nebulose NGC 6188 e NGC 6164 della costellazione di Ara in una coppia di draghi pronti a combattere. Sotto la luce di una stella nascente (in basso a sinistra, avvolta da un guscio di gas scintillante). Le emissioni provenienti da stelle in formazione sono in grado di scolpire le forme più disparate: una carrellata delle più suggestive e divertenti illusioni celesti

Non tutte le eclissi lunari sono uguali. Il colore che percepiamo del nostro satellite varia a seconda della sua posizione durante il fenomeno e al livello di polveri presenti nell'atmosfera. In questo scatto, per esempio, la Luna appare di un colore rosso rame, perché la luce del Sole è filtrata dall'atmosfera terrestre. Ma osservando meglio la foto noterete una chicca: quella "lucina" accanto alla Luna è una stella che fa capolino da dietro il nostro satellite orbitante, immortalata nel momento esatto in cui si rende visibile. Il giovanissimo fotografo, il 15enne Jathin Premjith, dall'India, si è aggiudicato il primo premio nella sezione "Young Astronomy Photographer of the Year" (qui una foto del giovane astroreporter).

Seconda classificata nella sezione dedicata ai talentuosi fotografi non ancora maggiorenni, è questa foto di Nicole Sullivan, dalla California. Con la luce giusta e l'ausilio della lunga esposizione l'effetto è quello di una girandola di stelle che "ruota" apparentemente intorno alla stella polare.
Altre spettacolari foto a lunga esposizione (guarda)

Di fronte all'immensità del cosmo, l'uomo è infinitamente piccolo, e questo scatto aiuta a vedere le cose nella giusta prospettiva. Sotto allo spettacolo della via Lattea la sagoma di Jeffrey Sullivan, il fotografo, quasi si confonde tra quella delle rocce. Il bagliore giallo che completa la foto è probabilmente frutto dell'inquinamento luminoso.

Questo terzetto di galassie noto come Tripletto del Leone o Gruppo di M66 si è classificato al secondo posto nella categoria "Deep Space" dedicata alle foto scattate con telescopi nello spazio profondo. Quella che vedete in particolare è un'immagine composita di tre galassie a spirale localizzate a 35 milioni di anni luce dalla Terra. La prima a sinistra è vista di profilo, e ciascuna delle tre contiene miliardi di stelle.

Le Lacrime di San Lorenzo, visibili nei nostri cieli tra la fine di luglio e la prima metà di agosto, rappresentano un'occasione ghiotta per gli appassionati di astrofotografia. Se poi si ha la fortuna di immortalare una "stella cadente" nell'esatto istante in cui "scivola" dietro alla Torre di San Michele - una fortezza costruita su che rimane di una chiesa medievale nei pressi di Glastonbury, Inghilterra - l'effetto è assicurato. Lo sciame delle Perseidi è visibile alle nostre latitudini quando la Terra transita attraverso le scie di polvere di ghiaccio lasciate dalle comete.

Tre stelle avvolte in una nube di gas e polveri rossastre formano la cintura, mentre tre supergiganti rosse e blu disegnano un braccio e le gambe. Quello che vedete è un ritratto di Orione, una delle costellazioni più conosciute del nostro emisfero, dalla "testa" ai piedi. Tra le foto più apprezzate nella categoria "Deep Space".

Il bagliore diffuso presente sulla destra nella foto, accanto alla silhouette della fattoria, è conosciuto come "luce zodiacale" ed è un fenomeno visibile soprattutto nei luoghi lontani, come in questo caso, dalle fonti di inquinamento luminoso.
Come spiega l'enciclopedia Treccani, la luce zodiacale è un debole chiarore che assume la forma di ventaglio visibile sulla volta celeste in corrispondenza della fascia dello Zodiaco. È dovuta alla diffusione della luce solare da parte di elettroni e particelle solide minutissime distribuite nello spazio interplanetario internamente all’orbita terrestre, con una concentrazione maggiore sul piano dell’eclittica; la componente dovuta alla diffusione da parte di elettroni risulta diversamente polarizzata rispetto a quella determinata dalla diffusione a opera delle particelle pulviscolari. Si osserva dopo il crepuscolo serale da gennaio ad aprile (specialmente tra la fine di marzo e il principio di aprile) e al mattino prima dell’alba da luglio a ottobre (specialmente tra settembre e ottobre) quando il cielo è limpido e senza Luna.

Lo scatto si è aggiudicato il premio di "Best Newcomer", migliore new-entry nel concorso.
Come e quando sono nati i segni zodiacali?

Se doveste immaginare la "Stairway to Heaven" della famosa canzone dei Led Zeppelin a che cosa pensereste? Questa foto scattata sull'isola di Sylt, in Germania, rende bene l'idea o per lo meno vi si avvicina. La spettacolare strada stellata che apparentemente porta dritto dritto al cuore della Via Lattea è stata immortalata dal fotografo tedesco Thomas Zimmer sulla via di ritorno a casa. Mentre stava rientrando dalla spiaggia l'uomo si è accorto della scena mozzafiato sopra alla sua testa e ha deciso di catturare il momento prima di andarsene. La prova che non sempre gli scatti più belli sono anche quelli più ricercati. Guarda anche le più belle foto di spazio del 2011
Sai che sapore ha la Via Lattea? E non perderti la meraviglia della nostra galassia in time-lapse (vai al video)

Un quadretto di famiglia che ritrae Giove, il gigante gassoso, accanto a due dei suoi satelliti, Io e Ganimede. Il primo, in basso a sinistra, è il corpo celeste geologicamente più attivo del Sistema Solare, come si nota dalle sfumature arancioni e rossastre dovute allo zolfo e alla lava presenti sulla sua superficie. Ganimede, la luna più grande del Sistema Solare, è invece composto prevalentemente di rocce e acqua ghiacciata. L'autore ha ottenuto la posa perfetta dopo tre settimane di lavoro sull'isola di Barbados, nei Caraibi, aggiudicandosi così il primo premio assoluto dell'edizione 2011.
Tutte le lune del Sistema Solare (vai alla gallery)