15 anni di ISS in 15 foto

È solo una teenager, ma ci ha aperto le porte dello Spazio e ha permesso esperimenti prima impensabili. La ISS spegne oggi 15 candeline: ripercorriamo insieme l'album fotografico della sua storia, anno dopo anno.

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Il primo "mattoncino" di Lego della ISS: il modulo russo Zarya, lanciato il 20 novembre 1998 (e qui fotografato dallo Space Shuttle Endeavour mentre fluttua nello Spazio). Zarya, che in russo significa "alba", fornì alla ISS energia, propulsione e spazio durante le prime fasi del suo assemblaggio.

Nonostante il nome, fu finanziato dagli Stati Uniti con 220 milioni di dollari (162 milioni di euro) e costruito grazie allo sforzo di cinque agenzie spaziali: oltre a quella russa e alla NASA, anche l'ESA e le agenzie canadese e giapponese.

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La base energetica e propulsiva della ISS c'è, ma manca un sistema di supporto vitale che permetta agli astronauti di sopravvivere a lungo nello Spazio.

Due settimane dopo il lancio di Zarya, lo Space Shuttle Endeavour trasporta in orbita il modulo Unity della NASA, che viene agganciato a Zarya grazie al braccio robotico dello Shuttle: è il 6 dicembre 1998.

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La ISS rimane disabitata per due anni e bisogna aspettare il 2000 perché assuma le sembianze (o per lo meno le funzioni) di una "casa" spaziale. Nel luglio di quell'anno avviene il lancio del modulo russo Zvezda, che si aggancia a Zarya e Unity grazie ai controlli da Terra.

Zvezda integra gli ambienti della base che è ormai provvista di cucina, servizi igienici, dormitori, generatori di ossigeno e impianti di riciclaggio dell'anidride carbonica, apparecchiature per l'allenamento degli astronauti e per la trasmissione dei dati. Tutto è pronto per l'arrivo del primo equipaggio.

Nella foto, dal basso verso l'alto: Unity, Zarya, Zvezda e la navicella di rifornimento Progress M1-3 visti dallo Space Shuttle Atlantis.

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Il primo equipaggio di tre astronauti residenti sulla ISS arriva nel novembre 2000. Qui, da sinistra, Yuri Gidzenko, William Shepherd e Sergei Krikalev in procinto di mangiare un'arancia: sono tra le prime immagini di cosmonauti che "giocano" con l'assenza di gravità.

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Il primo astronauta dell'ESA a vivere sulla ISS è l'italiano Umberto Guidoni, qui immortalato al suo arrivo all'interno del modulo Zvezda all'apertura del portellone.

Guidoni arriva sulla Stazione Spaziale a bordo di uno Space Shuttle Endeavour nel corso della missione STS-100 per installare il braccio robotico Canadarm2.

A bordo della ISS, oltre al tricolore porterà anche lo stendardo della Presidenza della Repubblica Italiana consegnatogli dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

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La ISS vista dallo Space Shuttle Endeavour dopo lo sgancio sopra i cieli dell'Australia, il 2 dicembre 2002. La missione STS-113 del novembre di quell'anno ha consegnato il segmento P1 contenente gli strumenti per trasportare il Canadarm2 e gli astronauti alle loro postazioni di lavoro lungo la ISS.

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Dalla foto precedente a questa la storia della ISS è segnata dal suo periodo più difficile. Il 1 febbraio 2003 è il giorno dell'incidente del Columbia, che si disintegra nell'atmosfera durante il volo di rientro dalla ISS, con 7 astronauti a bordo.

L'episodio, insieme a ulteriori problemi registrati nel 2005 con lo Shuttle Discovery, segna la momentanea sospensione del programma Space Shuttle. Per molti mesi la ISS sopravvive solo grazie alle provviste delle navette russe Soyuz, fino al 2006, quando l'assemblaggio riprende con lo Space Shuttle Atlantis.

Qui vediamo l'astronauta dell'ESA Thomas Reiter, secondo ingegnere di volo dell'Expedition 13, al lavoro sulla linea di raffreddamento del segmento S1 durante una EVA di 5 ore e 54 minuti, il 3 agosto 2006.

Guarda anche la prima e la seconda, sfortunata passeggiata spaziale di Parmitano

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Lo Space Shuttle Discovery della missione STS-116 si sgancia e fotografa la ISS, dopo aver consegnato a bordo il segmento P5, che farà da connettore tra pannelli e radiatori solari, l'equipaggio di ricambio e l'aggiornamento del sistema energetico della Stazione. Lo scatto è del 19 dicembre 2006.

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Il laboratorio di ricerca europeo Columbus viene posizionato dal braccio robotico Canadarm2 accanto al modulo Harmony sulla ISS: siamo nel febbraio 2008.

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La ISS vista dallo Space Shuttle Discovery in allontanamento, l'11 giugno 2008. La missione ha portato nello spazio il laboratorio giapponese Kibo, il contributo dato alla ISS dalla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA).

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Le manovre per agganciare la  navetta cargo giapponese H-II Transfer Vehicle (HTV), deputata al rifornimento della ISS, a un portello del nodo Harmony, il 18 settembre 2009. Le operazioni sono effettuate con l'aiuto del braccio robotico Canadarm2 (in basso a destra). In alto è ben visibile il laboratorio giapponese Kibo.

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Foto di gruppo per l'equipaggio dell'Expedition 20, nel maggio 2009: è la prima volta che sulla ISS vive stabilmente un gruppo di sei astronauti (uno per ogni agenzia partner del progetto spaziale, più un altro russo).

Koichi Wakata, dal Giappone (in basso) ha effettuato sulla ISS un originale esperimento: ha tenuto per un mese a bordo la stessa biancheria intima senza mai cambiarsi, per sperimentare un nuovo tessuto contro i cattivi odori che - pare - abbia funzionato.

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17 febbraio 2010, una data importante: la Cupola, sede di tante, meravigliose foto della Terra dall'alto, viene resa operativa, grazie a una passeggiata spaziale dell'astronauta della Nasa Nicholas Patrick (nella foto) e di un collega.

Le foto dalla Cupola di Luca Parmitano

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Lo Space Shuttle Atlantis (sulla sinistra) agganciato alla ISS durante la missione STS-132 nel 2010: sulla destra è visibile il laboratorio dell'ESA Columbus.

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La ISS agganciata alla navetta cargo ATV-002 Johannes Kepler e allo Space Shuttle Endeavour: la foto è stata scattata da Paolo Nespoli dalla Soyuz TMA-20 all'inizio del suo viaggio di rientro verso la Terra. Si tratta della prima foto di uno Shuttle agganciato alla ISS scattata da bordo di una Soyuz.

Il primo "mattoncino" di Lego della ISS: il modulo russo Zarya, lanciato il 20 novembre 1998 (e qui fotografato dallo Space Shuttle Endeavour mentre fluttua nello Spazio). Zarya, che in russo significa "alba", fornì alla ISS energia, propulsione e spazio durante le prime fasi del suo assemblaggio.

Nonostante il nome, fu finanziato dagli Stati Uniti con 220 milioni di dollari (162 milioni di euro) e costruito grazie allo sforzo di cinque agenzie spaziali: oltre a quella russa e alla NASA, anche l'ESA e le agenzie canadese e giapponese.