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12 anni di Opportunity in foto

Diavoli di sabbia, maratone, meteoriti da record, tramonti mozzafiato: il meglio delle immagini di una missione che ha superato se stessa (in termini di tempo) 48 volte.

Doveva inizialmente durare solo tre mesi, invece - silenziosamente e spesso oscurato dal "collega" Curiosity - il rover della Nasa Opportunity ha appena festeggiato i 12 anni su Marte, rimanendo sul Pianeta Rosso per un periodo almeno 48 volte superiore rispetto ai piani iniziali. Dal 25 gennaio ad oggi, in oltre 4.270 Sol, ha esplorato rocce e crateri, percorso 42,65 km e scattato oltre 200 mila foto. Ecco alcune delle più belle.

Qui, le scie lunghe oltre 15 m lasciate da Opportunity nel suolo marziano durante un test di guida semi autonoma eseguito nel 2007. Sullo sfondo, un cratere marziano.

Ultimi controlli meccanici di lander e rover prima del lancio. Opportunity (o Rover 1) si trova sopra al lander, con i pannelli solari e le ruote già in assetto.

Il lancio da Cape Canaveral, il 7 luglio 2003. Dopo quasi sette mesi di viaggio, 202 giorni dopo il lancio, Opportunity è atterrato su Marte, tre settimane dopo il "gemello" Spirit, e dalla parte opposta del Pianeta Rosso. I contatti con Spirit sono andati ufficialmente persi nel marzo 2010, e la missione si è conclusa nel 2011.

Una foto panoramica del rover Opportunity mostra il sito di atterraggio, all'interno del cratere Eagle, sulla piana marziana del Meridiani Planum. Si notino i segni lasciati sul suolo del pianeta dagli airbag del lander, ora dispiegati a terra.

Un altro cratere, questa volta il Victoria, qui ritratto in una foto panoramica della telecamera frontale di Opportunity. Il rover ha analizzato questo cratere marziano per quasi due anni.

Il cratere Victoria fotografato nell'ottobre 2006 dal Mars Reconnaissance Orbiter, in orbita marziana. Aguzzando la vista si può notare un debole puntino scuro sull'orlo del cratere, in alto a destra nello scatto: quella "briciola" è il rover Opportunity, pronto al suo ingresso nell'area.

Un'altra foto del Mars Reconnaissance Orbiter, questa volta del giugno 2007, mostra le tracce del passaggio di Opportunity sul limitare del cratere Victoria. Guarda anche: arte da Marte, le migliori foto di Spirit e Opportunity

Un tramonto marziano, catturato dalla telecamera panoramica sinistra del rover durante il Sol 20.
Vedi anche: tramonto blu su Pianeta Rosso

Opportunity impegnato nel campionamento di una roccia contenente abbondanti quantità di alluminio, calcio e magnesio, compatibile con un passato geologico in cui Marte doveva essere ricco d'acqua.
Vedi anche: acqua liquida e salmastra su Marte, l'annuncio della Nasa

Un'immagine molto ravvicinata, scattata da Opportunity, di curiose formazioni rocciose rotonde, a forma di mirtillo, trovate in un affioramento roccioso del Meridiani Planum. Gli scienziati della Nasa le hanno studiate per ricavare informazioni sull'evoluzione geologica del suolo marziano.

Nubi nella porzione di cielo marziano sopra al cratere Endurance, in un mosaico di foto che risale al novembre 2004. Queste formazioni nuvolose sono tipiche della zona equatoriale e sono più frequenti quando Marte si trova in un tratto della sua orbita lontano dal Sole.

Il lander ormai vuoto di Opportunity giace nel Meridiani Planum. La Nasa ha deciso di ribattezzare il sito di atterraggio del rover Challenger Memorial Station, in memoria dell'equipaggio dello Shuttle disintegratosi in volo il 28 gennaio 1986 (qui la storia e le foto di quel drammatico incidente).

Durante il 325 Sol marziano Opportunity ha acquisito questa foto del suo stesso scudo termico: la parte principale del residuo dell'atterraggio è visibile sulla sinistra, mentre altri frammenti si trovano al centro nella foto. L'impatto lasciato al suolo dallo scudo termico, che ha funzionato con successo, è visibile appena più a destra dell'ombra della telecamera del rover.

Un'altra foto di quel che resta dello scudo termico che ha protetto Opportunity durante il suo ingresso nell'atmosfera marziana: l'attrito generato dall'atterraggio ha costretto il rover a sopportare temperature superiori ai 1000 °C. I tecnici della Nasa sono saltati sulle loro sedie quando hanno realizzato che lo scudo termico si è letteralmente rovesciato su se stesso, rivoltandosi dalla parte opposta.

Il primo diavolo di sabbia osservato da Opportunity su Marte, il 15 luglio 2010. Il rover è sopravvissuto a diverse tempeste di sabbia che rischiavano di comprometterne la missione ed è riuscito a completare, l'anno scorso, l'ideale tragitto di una maratona sul suolo marziano. Vedi anche: alla scoperta dei diavoli di sabbia marziani

L'affioramento roccioso Payson sul bordo ovest del cratere Erebus Crater: la foto, del febbraio 2006, mostra in modo chiaro la stratificazione di roccia sulle pareti del cratere, spesse circa un metro.

Una foto a falsi colori di Block Island, il più grosso meteorite ritrovato su Marte. Opportunity ha individuato anche il primo meteorite mai scorto sul Pianeta Rosso, una roccia di ferro e nichel ritrovata per caso vicino allo scudo termico del rover nel 2005, ribattezzata pertanto Heat Shield Rock.

Una panoramica del paesaggio marziano realizzata unendo 800 scatti ottenuti da Opportunity nel luglio 2012. Sono visibili le scie del rover e i suoi pannelli solari impolverati. Guarda anche tutte le cose che abbiamo creduto di vedere su Marte

Doveva inizialmente durare solo tre mesi, invece - silenziosamente e spesso oscurato dal "collega" Curiosity - il rover della Nasa Opportunity ha appena festeggiato i 12 anni su Marte, rimanendo sul Pianeta Rosso per un periodo almeno 48 volte superiore rispetto ai piani iniziali. Dal 25 gennaio ad oggi, in oltre 4.270 Sol, ha esplorato rocce e crateri, percorso 42,65 km e scattato oltre 200 mila foto. Ecco alcune delle più belle.

Qui, le scie lunghe oltre 15 m lasciate da Opportunity nel suolo marziano durante un test di guida semi autonoma eseguito nel 2007. Sullo sfondo, un cratere marziano.