Homo sapiens: in Europa già 210.000 anni fa
Sapiens e neanderthal nella stessa regione, nell'attuale Grecia, 160.000 anni prima di ciò che si pensava.
Le cure materne 3 milioni di anni fa
Le madri di Australopithecus africanus allattavano i piccoli molto a lungo, anche oltre un anno: un comportamento che potrebbe aver contribuito all'estinzione della specie.
Il dito sproporzionato di un uccello preistorico
Il fossile apparteneva a un pennuto più piccolo di un corvo, estinto insieme ai dinosauri. Il suo terzo dito serviva forse ad estrarre piccoli insetti dall'interno della corteccia.
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Il dinosauro con le ali di pipistrello
Un nuovo fossile conferma l'esistenza di piccoli dinosauri con arti e ali simili a quelli dei pipistrelli: un'ipotesi a lungo considerata bizzarra.
La placca portoghese
Uno studio sui dati delle onde sismiche di un terremoto del 1969, che si è verificato sui fondali dell'Atlantico, davanti al Portogallo, suggerisce che stia nascendo una nuova placca tettonica.
Editing genetico: effetto boomerang nella manioca
Il tentativo di ingegnerizzare vegetali resistenti a una malattia virale che decima i raccolti di cassava ha generato, in laboratorio, virus mutanti indifferenti agli interventi umani.
20.000 anni fa non si poteva parlare di fame
Non se ne parlava perché non esisteva la "F": alcuni fonemi sono diventati possibili dopo la nascita dell'agricoltura, che ha modificato alimentazione e fisiologia degli Homo.
Dinosauri: il piccolo della famiglia dei T. Rex
Uno studio su ossa rinvenute nel 1997 rivela una nuova specie di sauri, il Suskityrannus hazelae: piccolo, ma con una fisiologia simile a quella del Tyrannosaurus rex.
Il meteo e i negazionisti all'amatriciana
Anche se fa freddo in qualche angolino del pianeta, non significa che la Terra non si riscaldi. Anzi: è proprio quello che dobbiamo aspettarci, col cambiamento climatico.
Vetture autonome: un nuovo radar aguzza la vista
Una nuova tecnologia sviluppata in Israele potrebbe risolvere diversi problemi di visione delle vetture senza conducente. E rendere il loro avvento sulle nostre strade più concreto e realistico.
Il decoder che trasforma i pensieri in parole
Una nuova interfaccia cervello-computer trasforma l'attività elettrica cerbrale in parole: una speranza per i pazienti colpiti da malattie neurodegenerative e che non possono più parlare.