Scienze

Allerta gialla: Vulcano (Eolie) potrebbe risvegliarsi?

Di recente la rete di monitoraggio che tiene d'occhio Vulcano, il vulcano esplosivo delle isole Eolie, ha colto segnali che preoccupano i vulcanologi.

Mentre continuano senza sosta le eruzioni del vulcano islandese Fagradalsfjall e del vulcano Cumbre Vieja alle Isole Canarie – e mentre ha ripreso ad eruttare il Kilauea alle Isole Hawaii – in Italia c'è un vulcano relativamente esplosivo che dà qualche preoccupazione: si tratta di Vulcano, nelle isole Eolie. 

A partire dal mese di settembre, infatti, i sistemi di monitoraggio dell'INGV hanno messo in evidenza la variazione di alcuni segnali geofisici e geochimici del vulcano stesso, più precisamente quelli legati all'attività del sistema idrotermale che alimenta le fumarole del cratere della Fossa.

In particolare, la temperatura dei gas emessi dalle fumarole sull'orlo craterico è aumentata e la composizione dei gas mostra un aumento di anidride carbonica e anidride solforosa. Anche la microsismicità locale, ossia terremoti di bassa intensità, legata alla dinamica del sistema di fumarole, ha mostrato un aumento nelle ultime settimane. 

Panorama vulcano eolie
Un'immagine panoramica di Vulcano, nelle isole Eolie: il vulcano esplosivo è sotto il continuo monitoraggio dei vulcanologi dell'INGV. © G. De Astis

Le ultime eruzioni. Negli ultimi secoli l'attività vulcanica si è concentrata al cratere della Fossa e l'ultima eruzione è avvenuta fra il 3 agosto 1888 e il 22 marzo 1890. C'è da dire che proprio questa eruzione fu così caratteristica che da allora si è introdotto il  termine "attività vulcaniana": si tratta di eruzioni con esplosioni molto forti, emissione di dense nubi di ceneri e frammenti di lava allo stato quasi solido, con grandi bombe a "crosta di pane", che in quella occasione raggiunsero non solo l'area attorno al cratere, ma arrivarono fino alla zona ora occupata da Vulcano Porto. 

Dall'ultima eruzione, la Fossa di Vulcano ha attraversato periodi con intensità di degassamento differente – da debole a forte – tornando ad emettere grandi quantità di gas a partire dal 1977. Questa attività di emissione di gas avviene da un campo fumarolico di media temperatura, che va dai 100 °C ai 450 °C nella porzione settentrionale del cratere della Fossa. 

In realtà tra il 1916 e il 1927 e tra il 1988 e il 1995 si sono osservati due notevoli aumenti delle temperature dei gas fumarolici, rispettivamente fino a 623 °C e a 700 °C. Nella crisi più recente, i sistemi di monitoraggio hanno anche rilevato attività sismica e deformazioni dell'edificio vulcanico. 

Cosa significa tutto questo? Al momento è presto per dire cosa ci suggeriscano questi dati, sta di fatto che il Dipartimento della Protezione Civile, su indicazione dell'INGV, ha disposto il passaggio del livello di allerta da Verde a Giallo. Nel frattempo l'INGV stesso sta provvedendo al potenziamento delle reti di monitoraggio e sorveglianza esistenti per seguire al meglio l'evolversi di questa situazione.

L'Osservatorio Etneo ha installato nuove stazioni sismiche a integrazione di quelle esistenti sull'isola, predisponendo anche la messa in opera di una telecamera termica che inquadri l'area fumarolica del cratere. Inoltre, da circa due mesi, la sezione di Palermo dell'INGV ha attivato 4 nuove stazioni nell'abitato di Vulcano Porto per la misura del flusso di anidride carbonica dal suolo e della concentrazione in aria.

A proposito di vulcani: qui sotto, la spettacolare eruzione del Kilauea, all'inizio dell'anno 2021:

7 ottobre 2021 Luigi Bignami
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