Voto ai mari del mondo: 60/100

[caption id="attachment_1458" align="alignleft" width="270" caption="I voti allo stato di salute del Mediterraneo e delle coste italiane"][/caption]Sessanta su...

I voti allo stato di salute del Mediterraneo e delle coste italiane

Sessanta su cento. No, non è il voto dell’esame di maturità, bensì il voto medio dello stato di salute dei mari che stanno di fronte a 171 Paesi della Terra. E’ questo l’Ocean Health Index che vari centri di ricerca, Istituzioni ed Università (tra cui UC Santa Barbara's National Center for Ecological Analysis and Synthesis, Conservation International, COMPASS, New England Aquarium, National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno messo a punto per dare un’idea dello stati dei mari del pianeta. I ricercatori hanno valutato fattori ecologici, economici, sociali e politici per ogni singolo mare costiero dei Paesi del mondo, poi li hanno fatti elaborare da un computer il quale ha provveduto a dare un voto a ciascuno di essi. Media generale appena sufficiente
Ne è infine uscita la media, che come dicevamo, è di 60 su 100. Ci sono Paesi che distano molto verso il basso da tale media, come la Sierra Leone che ha ricevuto un voto parti a 36/100, altri invece sono molto più su, come le Jarvis Island, un territorio statunitense che si trova nell’Oceano Pacifico, che si sono meritati 86/100. “Uno dei compiti di questo valore è quello di permettere ai singoli Paesi di prendere giuste decisioni per i loro singoli mari al fine di migliorarne la qualità”, ha detto Benjamin Halpen, un biologo della University of California, che ha partecipato alla ricerca. Valutati tanti fattori Lo stato di salute di ogni singolo mare è stato valutato dalla costa fino a 320 km di distanza e in ciascuno di essi è stato valutato la qualità dell’acqua, la capacità di offrire cibo, la capacità di catturare anidride carbonica dall’atmosfera, la biodiversità, la protezione delle coste, le opportunità ricreative che le coste offrono e la possibilità di pescare a piccole aziende. Italia come la media
Ed ora non può che arrivare la domanda: “E i mari italiani?”. Per pura coincidenza, l’Ocean Health Index è 60/100, che rispecchia esattamente la media dei mari costieri del mondo. Come valutarlo? Ovviamente si può fare molto di più. Ma non tutto è cattivo. Ad esempio i nostri mari hanno avuto un voto pari a 95 per quanto riguarda la possibilità della pesca artigianale, come viene supportata e mantenuta dal governo. Tuttavia i nostri mari vengono valutati con il pessimo voto di 8/100 per quanto riguarda il mantenimento turistico delle coste, ossia la capacità del Paese di offrire bellezze marine e al contempo di essere in grado di gestirle. Altro valore positivo invece, ben 86, riguarda la biodiversità delle coste del Mediterraneo italiano, ossia la presenza di specie e l’habitat in cui esse vivono. Voto negativo invece, 35, per quanto riguarda il lavoro di protezione delle coste marine. E poi voto 31 alla capacità del mare di offrire cibo, voto 72 per quel che riguarda la pulizia dei mari, 63 per gli sforzi che si fanno per proteggere le specie che vi sono all’interno dei mari, 79 per la capacità dei mari di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera (si ricordi che circa il 50% dell’anidride carbonica che produce l’uomo viene catturata dai mari della Terra). Mediterraneo sufficiente, dunque, ma si potrebbe e si dovrebbe fare molto di più.
16 Agosto 2012 | Luigi Bignami