Scienze

Virus di 15.000 anni fa nei ghiacci del Tibet

Quasi trenta tipi di virus del tutto nuovi sono stati individuati nei ghiacci del plateau tibetano. Raccontano il clima di 15.000 anni fa.

A volte ritornano. Virus presenti nel suolo e nell'aria 15.000 anni fa sono stati riportati alla luce grazie all'attento lavoro di un gruppo di microbiologi, impegnato nell'analisi di una carota di ghiaccio sull'altopiano del Tibet. Il lavoro pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome è importante per diverse ragioni: è utile per comprendere come sono cambiati i virus nel tempo e anche per risalire alla composizione di suolo e atmosfera in epoca passata. Ma è soprattutto un monito per il futuro: che cosa emergerà da ghiacci e permafrost in fusione, in un mondo sempre più modificato dal riscaldamento globale?

Firma genetica. Grazie a tecniche di metagenomica (lo studio di comunità di microrganismi nel loro habitat naturale) e a nuovi metodi per non contaminare i campioni di ghiaccio estratto, Zhi-Ping Zhong, scienziato della Ohio State University, ha esaminato i carotaggi prelevati nel 2015 fino a 50 metri di profondità dal ghiacciaio Guliya, a 6.700 metri di quota nella parte nord-occidentale dell'altopiano del Tibet. All'interno, gli scienziati hanno trovato il codice genetico corrispondente a 33 popolazioni di virus risalenti fino a 15.000 anni fa, soltanto 4 delle quali di generi già noti.

Almeno 28 di queste sequenze genetiche appartengono a virus finora sconosciuti, che sembrano cavarsela molto bene in condizioni climatiche proibitive. Sopravvivevano bene in questo habitat proprio grazie al freddo: nel loro DNA sono stati individuati i geni che aiutano a infettare le cellule al gelo, una traccia utile per cercare il codice genetico di eventuali virus anche in altri ambienti ghiacciati come Marte, la Luna o il Deserto dell'Atacama in Cile. I quattro generi noti fanno invece parte della famiglia dei fagi, virus parassiti conosciuti per infettare i batteri, e che probabilmente ebbero origine nel suolo o in organismi vegetali, non nell'uomo o in organismi animali. 

Imparare dal passato. Le carote di ghiaccio contengono strati accumulati anno dopo anno che intrappolano polveri, pollini, gas e qualunque altro elemento si trovasse in atmosfera in quel momento, inclusi i virus. Studiare le loro caratteristiche potrebbe rivelare informazioni importanti sul clima e l'ambiente del passato.

Anche se in pandemia l'idea di antichi virus che tornano alla luce ha un sapore sinistro, il vero pericolo della fusione dei ghiacci consiste nel rilascio di massicce quantità di metano e carbonio in essi intrappolate. Studiare il comportamento di virus e batteri quando passano da un ambiente ghiacciato un periodo più caldo come quello in cui ci troviamo sarà importante per il futuro del pianeta. Come risponderanno questi organismi ai cambiamenti climatici?

6 agosto 2021 Elisabetta Intini
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