Scienze

Un’opera “astratta” dipinta dai Neanderthal

Scoperti nella grotta di Gorham, a Gibilterra, dei solchi scavati nella roccia in modo intenzionale dai Neanderthal e risalenti a oltre 39.000 anni fa: finora non si credeva che questi uomini primitivi fossero capaci di realizzare opere d’arte.

I Neanderthal non erano trogloditi, ma uomini capaci di creatività e di pensiero astratto: questa affermazione acquista sempre più credito grazie alla scoperta della prima forma di arte rupestre attribuibile ai nostri lontani cugini.

Un gruppo di archeologi dell’Istituto catalano di paleoecologia umana e evoluzione sociale di Tarragona, del Museo di Gibilterra e dell’Università di Huelva, Andalusia, ha infatti trovato nella grotta di Gorham, a Gibilterra, delle incisioni su roccia che sembrano essere state realizzate da Homo neanderthalensis.

La grotta di Gorham si trova nel lato sud-orientale di Gibilterra. |

Non solo semplici linee. I solchi scolpiti su un masso piatto si incrociano quasi tutti tra loro perpendicolarmente. Il più lungo misura circa 20 centimetri e la profondità varia da 1 a 4 centimetri. Secondo gli studiosi che hanno pubblicato la ricerca sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences non si tratta di incisioni accidentali prodotte, per esempio, durante la lavorazione della carne o la pulizia delle pelli ma di una vera e propria opera intenzionale.

Gli scienziati hanno anche riprodotto, usando i metodi dell’archeologia sperimentale, la tecnica “neanderthaliana” e sono giunti alla conclusione che l’artista di Gibilterra ha utilizzato un robusto strumento di roccia tagliente in modo ripetuto.

Le incisioni trovate nella grotta di Gorham

Le incisioni trovate nella grotta di Gorham. È la prima forma di arte astratta? [Clicca per ingrandire] | Stewart Finlayson

Strati di preistoria. Il masso inciso era coperto di sedimento nel quale erano presenti alcuni manufatti litici datati a 39.000 anni fa. Secondo i ricercatori, ciò significa che l’intaglio sottostante è più antico e realizzato dai Neanderthal prima della sua scomparsa, circa 40.000 anni fa, "soppiantatati" da Homo sapiens, finora l’unica specie considerata capace di espressioni artistiche.

Sempre meno “primitivi”. Negli ultimi anni le prove che rivalutano la reputazione di questi nostri parenti preistorici sono in aumento: dalla scoperta fatta nel sito francese de La Chapelle-aux-Saints che ha rivelato la sepoltura intenzionale dei morti alle testimonianze, sparse in tutta Europa, che attestano l’uso di pigmenti per decorare la pelle e di piume e artigli per ornarsi il corpo. Insomma, non sapremo mai cosa significhino le incisioni di Gorham o chi le abbia fatte ma questa scoperta è un altro passo verso la comprensione di questi uomini primitivi, che poi non lo sono così lontano.

3 settembre 2014 Paola Grimaldi
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