La prossima primavera, un esercito di 200 persone scalerà l’Everest. La speciale spedizione sarà guidata da un team di medici, che analizzerà lo stato di salute dei volontari, per studiare gli effetti dell’altitudine sul fisico. Durante la salita, l’ossigeno che si riduce nel sangue, viene distribuito in minor misura nel corpo – probabilmente solo nel 70 per cento a una certa altezza, mentre al livello del mare la distribuzione è al 97 per cento - creando debolezza e stress. Ma non tutti saliranno fino in cima a 8.850 metri. La maggior parte degli scalatori si fermerà al campo base a “soli” 5.000 metri, dove sotto sforzo, saranno loro prelevati campioni di sangue, per analizzarlo e capire così le differenze tra i vari individui.
I medici sospettano che la capacità di adattarsi all’altitudine, che alcune popolazioni, come i tibetani e gli andini, hanno più sviluppata di altre, dipenda da fattori genetici. Già è noto, infatti, che le mutazioni al gene chiamato ACE, conferiscano una naturale predisposizione per alcune discipline come il sollevamento pesi e gli sport di resistenza.
Un esperimento simile era stato realizzato da alcuni scienziati e da Focus nell'estate del 2005 sul Monte Rosa.
I dettagli e il racconto della spedizione di Focus.