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Una scossa nel sonno aiuta la memoria

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Niente più bigodini sulla testa prima di andare a dormine, ma cavi ed elettrodi. Secondo alcuni scienziati dell’università di Lubecca, infatti, anche se non è comodo, il sistema potrebbe aiutare ad aumentare la memoria.
Per provarlo, i ricercatori tedeschi hanno applicato una piccola quantità di corrente al cervello di alcuni studenti, durante la fase di sonno leggero (nella foto). E si sono accorti che, poco dopo, questi sono passati al sonno profondo. Il giorno seguente poi, attraverso alcuni test hanno scoperto che i volontari avevano aumentato la loro capacità di ricordare alcune parole, memorizzate la sera prima, dell’8 per cento in più, rispetto a quando avevano dormito senza l’elettricità.
Probabilmente la corrente, stimola l’attività nell’ippocampo, considerato il centro della memoria. Alcuni esperimenti precedenti avevano mostrato che, anche da svegli, il cervello può essere aiutato da una piccola scossetta. Ma questa volta i ricercatori sospettano che, inducendo la fase di sonno profondo più rapidamente, le informazioni si fissino meglio nel cervello, aumentando il potere della memoria. Sono ancora allo studio però, eventuali effetti collaterali.

Foto: © Lisa Marshall

 

6 novembre 2006