Un tesoro di uova di pterosauro scoperto in Cina

Ne sono state trovate oltre 200, non ancora schiuse e - in alcuni casi - con embrioni all'interno, in varie fasi dello sviluppo. La scoperta fa luce su alcune domande aperte su questi rettili volanti.

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Pterosauri intenti a nidificare, in un'illustrazione artistica.|Zhao Chuang/Reuters

Un sito di nidificazione con centinaia di uova fossili di pterosauro è venuto alla luce in Cina, e sta destando l'interesse dei paleontologi di tutto il mondo. La scoperta descritta su Science offre infatti preziose informazioni su questi rettili preistorici e sul loro sviluppo prima della schiusa.

 

La vita degli pterosauri - i primi vertebrati conosciuti per essersi adattati al volo battente - è rimasta a lungo avvolta nel mistero. Solo nel 2004 si è avuta la conferma che questi lucertoloni alati, più strettamente imparentati con gli uccelli di qualunque altro essere vivente, deponessero uova, ma finora ne erano state ritrovate poche. Quelle scoperte nel bacino di Turpan-Hami, nello Xinjiang (Cina nordoccidentale), appartengono a una specie di pterosauro chiamata Hamipterus tianshanensis e vissuta 120 milioni di anni fa.

con sorpresa. In 10 anni di scavi, terminati nel 2016, i paleontologi dell'Accademia delle Scienze Cinese hanno riportato alla luce almeno 215 uova rotte o incrinate in mezzo ad ossa di pterosauro, il tutto sistemato in un blocco di arenaria di 3 metri quadrati di superficie. Si sospetta però che il malloppo possa arrivare a 300 uova, se si includono gli strati sottostanti. La tomografia computerizzata di 42 uova ha rivelato, in 16 di esse, la presenza di embrioni in varie fasi dello sviluppo, con crani e ossa degli arti parzialmente sviluppati.

 

I fossili di uova di pterosauro. | Alexander Kellner (Museu Nacional/UFRJ)

Più di una madre. Due le intuizioni che il ritrovamento sembra suggerire. La prima è che questi animali nidificavano in gruppo, come molte specie di dinosauri. Anche se le uova non si trovano nella posizione originaria - furono probabilmente spostate e rotte da una tempesta - la presenza di embrioni di "età" diverse permette di arrivare a questa conclusione.

 

Presto per volare. La seconda deduzione, è che gli pterosauri appena nati non erano forse ancora adatti al volo, contrariamente a quanto ritenuto finora. Se le ossa dei femori apparivano infatti ben sviluppate al momento della schiusa, quelle degli arti superiori sembrano ancora immature e non adatte a sollevare l'animale.

 

Alla nascita, i piccoli dovevano saper camminare, ma non librarsi nell'aria; un'ipotesi alternativa è che i tessuti cartilaginei capaci di sostenere nel volo non si siano fossilizzati (e quindi conservati). La speranza è di ritrovare, nella regione, altri reperti che possano chiarire l'ennesimo mistero, e completare la sequenza di sviluppo embrionale dei rettili alati.

 

04 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini