Un pesce che fa buon sangue

Un pesce transgenico, modificato con un gene umano per produrre un fattore di coagulazione del sangue.

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Un pesce che fa buon sangue
Un pesce transgenico, modificato con un gene umano per produrre un fattore di coagulazione del sangue.
La Tilapia (Oreochromis alcalicus grahami o Tilapia grahami)  cova le sue uova in bocca. Una volta nati, i piccoli rimangono in bocca per due settimane, finche non raggiungono la lunghezza di un centimetro.
La Tilapia (Oreochromis alcalicus grahami o Tilapia grahami) cova le sue uova in bocca. Una volta nati, i piccoli rimangono in bocca per due settimane, finche non raggiungono la lunghezza di un centimetro.
I malati di emofilia e i pazienti colpiti da gravi emorragie conseguenza di incidenti, potrebbero trovare nuove speranze nella tilapia o pesce San Pietro, un pesce d'acqua dolce comunemente allevato per finire in padella. Norman Maclean della Università di Southampton (Inghilterra) è infatti riuscito a mettere a punto una versione transgenica della tilapia in grado di produrre una proteina nota come fattore VII, fondamentale nei processi di coagulazione del sangue.
Proteina antiproiettile. Tale proteina, normalmente prodotta dall'organismo umano, viene utilizzata nella cura di alcune forme di emofilia, ma il suo utilizzo si sta pian piano allargando anche ad altri tipi di terapia. I medici statunitensi in Iraq per esempio stanno utilizzando il fattore VII per curare le emorragie interne sui militari colpiti da proiettili e schegge.
Pesci con l'interruttore. Maclean e il suo gruppo hanno aggiunto una sorta di interruttore genetico derivato dalla tilapia al gene umano deputato alla produzione delle proteina. In questo modo hanno fatto sì che il gene si attivi nel fegato del pesce modificato liberando il fattore VII nel suo sangue.
Attualmente il sistema consente di avere una resa di 500 nanogrammi di proteina per millilitro di sangue, ma i ricercatori sono convinti di raggiungere una produzione 10 volte superiore nel giro di un anno.
Fino ad oggi questa proteina poteva essere estratta direttamente dal sangue umano, ma il processo non era immune dal rischio di trasmissione di malattie. In alternativa il fattore VII poteva essere ricavato dalle cellule di criceti geneticamente modificati, ma tale sistema implicava costi per i pazienti che potevano superare i 10.000 euro per iniezione. La tilapia invece, è un pesce che può essere allevato con facilità. Secondo i ricercatori sono più di 20 le proteine che possono essere ricavate da pesci geneticamente modificati. Il loro impiego potrebbe consentire il trattamento di malattie che colpiscono fegato e polmoni, o addirittura tumori.

(Notizia aggiornata al 14 settembre 2004)

14 Settembre 2004