Scienze

Il lago nascosto sotto a un vulcano andino

Si trova a 15 km di profondità, è mischiato a roccia fusa e non ha nulla da invidiare ai grandi laghi americani: la storia di come è stato trovato, e di quello che la scoperta ci dice sul mantello terrestre.

Un’imponente e inaspettata riserva d’acqua è stata individuata a 15 km di profondità sotto a un vulcano delle Ande, una scoperta che fa pensare che le viscere della Terra possano ospitare più sacche d’acqua nascoste del previsto.

Bollente. Il lago sommerso è disciolto in un corpo magmatico di mezzo milione di chilometri cubi di volume e 950-1000 °C di temperatura: è stato calcolato che l'8-10% di questo materiale disciolto sia costituito d'acqua, una percentuale che mette il bacino nascosto sullo stesso livello di capienza dei più grandi laghi superficiali, come il Lake Superior, in Nord America.

Prove indirette. I ricercatori dell'Università di Bristol si sono accorti della sua presenza grazie a una anomalia registrata nelle profondità del vulcano dormiente Uturuncu, nelle Ande boliviane. A differenza di quanto avveniva nel magma circostante, in corrispondenza dell'anomalia, chiamata del corpo magmatico dell'Altiplano-Puna, le onde sismiche rallentano e viene condotta elettricità.

Per tentativi. Sospettando la presenza d'acqua in quel punto, gli scienziati hanno prelevato alcune rocce eruttate dall'Uturuncu 500 mila anni fa e le hanno mischiate con varie quantità d'acqua, sottoponendole a condizioni di pressione pari a 30 mila volte quella atmosferica, e a temperature fino a 1500 °C. Hanno in pratica replicato in laboratorio le condizioni che potevano dare origine all'anomalia. E quando il contenuto d'acqua è stato pari all'8-10% del totale, la roccia fusa si è comportata esattamente come quella sotto al vulcano.

Le implicazioni. La scoperta getta luce sulle riserve d'acqua nascoste nel mantello terrestre (anomalie simili si registrano sotto al vulcano Taupu, in Nuova Zelanda, e sotto al Monte Sant'Elena, nello Stato di Washington). Tasche d'acqua come questa potrebbero persino aver contribuito alla formazione di oceani terrestri; molecole d'acqua potevano forse essere già presenti nei primi movimenti che costituirono il mantello terrestre (anziché essere arrivate in seguito, con le comete).

Il contenuto di acqua nel magma spiegherebbe la particolare composizione dell'andesite, la roccia ricca di silicati tipica delle Ande. E conoscere la presenza di acqua sotto ai vulcani potrebbe aiutare a migliorare gli studi sulle future eruzioni dei punti caldi della Terra.

7 novembre 2016 Elisabetta Intini
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