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Troppa ciccia? Forse è colpa dei Neanderthal

Secondo uno studio, gli Europei moderni hanno ereditato i geni coinvolti nel metabolismo dei grassi dall’uomo di Neanderthal.

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È colpa dei Neanderthal se ingrassiamo facilmente? Uno studio pubblicato su Nature Communications suggerisce che ci potrebbe essere un fondo di verità in questa affermazione: nel DNA dei nostri cugini primitivi ci sono delle particolari varianti genetiche legate al metabolismo dei grassi che si ritrovano pari pari negli Europei moderni, ma non negli Asiatici. Un’eredità che potrebbe essere legata al modo in cui le popolazioni moderne di discendenza europea mettono su la ciccia.

Parentele
Il genoma dell’uomo di Neanderthal è stato sequenziato per intero da un consorzio guidato da ricercatori del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, e ora l’analisi comincia a mettere in luce le somiglianze e le differenze genetiche di noi moderni Homo sapiens rispetto ai nostri cugini che si sono estinti circa 30 mila anni fa. Non senza prima essersi accoppiati con i nostri antenati, come ormai è dimostrato, e aver lasciato tracce nel nostro patrimonio genetico. Si calcola che gli Europei e gli Asiatici moderni (ma non gli Africani, perché l’incrocio è avvenuto dopo che i nostri antenati avevano già lasciato l’Africa) conservino nei loro cromosomi dall’1 al 4 per cento di DNA neanderthaliano.

 

Grassi nel cervello
Nell’ultimo studio, Philipp Khaitovich e un team internazionale di ricercatori hanno analizzato la distribuzione delle varianti genomiche neanderthaliane in undici popolazioni africane, asiatiche ed europee. È risultato che gli europei hanno ereditato dai Neanderthal il triplo di quelle coinvolte nel metabolismo dei grassi rispetto agli Asiatici. Una differenza enorme, secondo Khaitovich: «È la prima volta che osserviamo differenze nella concentrazione di lipidi tra popolazioni» ha detto il biologo evoluzionista, autore principale dello studio.

I ricercatori hanno poi analizzato tessuti della corteccia cerebrale di 14 individui di discendenza europea, africana e asiatica, oltre che dello stesso numero di scimpanzé, per cercare di capire la funzione di queste varianti genetiche: benché probabilmente i geni neanderthaliani influenzino la composizione di tutto il grasso corporeo, il cervello è una fonte privilegiata perché ricchissimo di acidi grassi (ed era anche il tessuto più facilmente disponibile attraverso le biobanche). Hanno scoperto che gli Europei avevano differenze nella concentrazione di vari acidi grassi nel cervello non presenti negli Asiatici e neppure negli scimpanzé, a riprova che sono frutto di evoluzione recente.

Prima un vantaggio, ora una sfortuna?
Ora si tratta di capire che significato hanno le differenze, e come potrebbero influenzare le funzioni fisiologiche. L’ipotesi è che queste varianti genetiche abbiano costituito un vantaggio nella capacità di adattarsi ai climi freddi, probabilmente consentendo di dare un’accelerata al metabolismo e alla sua capacità di scindere i grassi per ricavarne energia.

Se così fosse, potrebbe darsi che questo tratto, che costituiva un vantaggio per sopravvivere nelle fredde temperature invernali del nord Europa, per i Neanderthal e poi per i nostri antenati, si sia trasformato, con le esigenze molto diverse della vita moderna, in una disdetta? C’entrano in parte anche questi geni di provenienza neanderthaliana con l’epidemia di diabete e obesità dei giorni nostri? Potrebbe darsi, l’ipotesi è suggestiva, ma per ora è presto per dirlo.

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18 aprile 2014 | Chiara Palmerini