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Tranquilli: le misure non contano

Il quoziente intellettivo di un individuo non dipenda tanto dalle dimensioni complessive del cervello, quanto dal modo in cui esso è cresciuto.

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Tranquilli: le misure non contano
Il quoziente intellettivo di un individuo non dipenda tanto dalle dimensioni complessive del cervello, quanto dal modo in cui esso è cresciuto.

 

Secondo un recente studio il livello di intelligenza non è determinato dalle dimensioni del cervello ma dal suo schema di sviluppo.
Secondo un recente studio il livello di intelligenza non è determinato dalle dimensioni del cervello ma dal suo schema di sviluppo.

 

Gli uomini lo sostengono da anni: le misure non contano. E sembra che non contino nemmeno quando si parla di intelligenza. Un recente studio condotto da Philip Shaw dell'Istituto Nazionale di Salute Mentale del Maryland ha infatti evidenziato come il quoziente intellettivo di un individuo non dipenda tanto dalle dimensioni complessive del cervello, quanto dal modo in cui esso è cresciuto.
Crescendo si rimpicciolisce. La corteccia cerebrale segue infatti uno schema di sviluppo ben preciso, ispessendosi nei primi anni di vita e tornando ad assottigliarsi durante l'adolescenza. Per capire come il percorso di accrescimento sia legato alle capacità intellettive, Shaw ha scansionato ogni due anni il cervello di 307 persone tra i 6 e i 20 anni, e, grazie a un comune test per la definizione del quoziente d'intelligenza, li ha classificati in tre gruppi: sotto la media, nella media, sopra la media.
Undicenni superdotati. Lo studio ha evidenziato che nei soggetti più brillanti la corteccia pre frontale - una zona del cervello che controlla gran parte dell'intelletto - si è ispessita velocemente fino all'età di 11 anni, per poi ricominciare ad assottigliarsi nuovamente nell'adolescenza. Lo stesso schema di sviluppo, anche se meno pronunciato, è stato riscontrato nel gruppo con Q.I. nella media.
In tutti e tre i gruppi il quoziente intellettivo è risultato comunque influenzato anche dalla professione dei genitori e dall'educazione ricevuta. L'intelligenza nel suo complesso sembra dunque essere un delicato mix di doti naturali e fattori ambientali.
Ragionando s'impara. Come lo spessore della corteccia possa influenzare le facoltà dell'individuo non è ancora chiaro, poiché si sa ancora poco di cosa succede a livello chimico e cellulare. Secondo Shaw, l'intelligenza potrebbe essere legata al modo in cui il cervello viene utilizzato: i ragazzi che nei test si sono rivelati più brillanti non avevano cervelli più grandi o con più materia grigia rispetto agli altri. Semplicemente avevano menti più agili e abituate al ragionamento.
Secondo molti ricercatori misurare l'intelligenza solo tramite il quoziente intellettivo è comunque pericoloso e socialmente fuorviante, poiché tale tipo di approccio non considera i fattori di tipo emotivo che possono condizionare chi svolge il test.

(Notizia aggiornata al 30 marzo 2006)

 

30 marzo 2006