Sorpresa! I tornado si formano dal basso verso l'alto (e non viceversa come si credeva)

I venti che li alimentano si sviluppano prima vicino al suolo e non, come si pensava, a diversi chilometri di quota. La scoperta è destinata a migliorare le previsioni di questi catastrofici vortici d'aria.

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Un tornado si abbatte sulle campagne americane. | Shutterstock

"In meteorologia una tromba d'aria, tornado o tùrbine, è un violento vortice d'aria che si origina alla base di un cumulonembo e giunge a toccare il terreno": un recente studio compiuto tra Oklahoma e Kansas, stati che di tornado se ne intendono, è destinato a far diventare questa definizione tratta da Wikipedia obsoleta.

 

Contrariamente a quanto si credeva, i venti che alimentano questi fenomeni atmosferici si sviluppano dapprima vicino al suolo e non a diversi chilometri di quota, tra le nuvole. I ricercatori di diverse Università americane, coordinati da Jana Houser, della Ohio University, hanno analizzato cinque casi di genesi di tornado nei due stati che fanno parte della Tornado Alley, la regione centrale degli Stati Uniti in cui i tornado si manifestano con maggiore frequenza.

 

Sorvegliato speciale. La loro attenzione si è rivolta soprattutto su El Reno, il più grande tornado mai misurato, con un'ampiezza di 4,2 km. Quando si formò nelle aree rurali dell'Oklahoma centrale il 31 maggio 2013, un gran numero di cacciatori di tornado era presente sul luogo: a disposizione degli scienziati c'era quindi un'ampia documentazione di foto e video.

 

Cercate più in basso. Quando però questo materiale è stato confrontato con le misurazioni radar della velocità del tornado, che si acquisiscono a circa 250 metri dal suolo, si è visto che "l'imbuto" del tornado era già presente al suolo diversi minuti prima che i radar lo registrassero a quella quota. Altre misurazioni radar acquisite più vicino al suolo hanno confermato una rapida rotazione rasoterra prima che il vortice si spostasse più in alto; e altrettanto è stato osservato sugli altri quattro tornado.

 

tempestivi. La scoperta presentata al meeting American Geophysical Union a Washington, D.C. ha ricadute importanti sulle previsioni di questi distruttivi eventi meteo: se ci si affida soltanto alle rilevazioni dei venti d'alta quota, l'allarme tornado potrebbe arrivare quando è già troppo tardi.

 

17 dicembre 2018 | Elisabetta Intini