Scienze

Terremoti nati da tempeste: che cosa sono gli stormquakes

Scoperto un fenomeno sismico a cadenza stagionale: i primi dati su cause e caratteristiche degli stormquakes, terremoti del fondale marino correlati a uragani e cicloni.

Un nuovo tipo di fenomeno sismico rimasto finora sconosciuto non ha origine nelle viscere della Terra, ma in atmosfera. Gli scienziati li chiamano stormquakes (da storm, tempesta, e quake, terremoto): si tratta di oscillazioni del fondale marino provocate dalle violente tempeste che sferzano le coste continentali, come uragani e cicloni. Di questi eventi sismici di recente descritti su Geophysical Research Letters e sul Journal of the Acoustical Society of America si è discusso più approfonditamente il 6 dicembre, durante il Meeting dell'Acoustical Society of America.

Mormorii nascosti. La ricerca si inserisce in un recente filone di studi che applica nuovi metodi statistici per interpretare i dati registrati dalle reti di sismometri sparse per il pianeta. Anche i segnali meno intensi e non riconducibili ai terremoti più studiati possono infatti fornire informazioni importanti sulla struttura interna della Terra, sulle dinamiche dei ghiacci o su altri fenomeni geologici.

La scoperta degli stormquakes è avvenuta per caso. Nell'estate 2018, Wenyuan Fan dell'Ocean and Atmospheric Science della Florida State University stava sviluppando un nuovo metodo di analisi per studiare i terremoti a bassa frequenza (che scuotono la superficie terrestre a intensità impercettibili, senza l'ausilio di strumenti) quando si è accorto che uno strano gruppo di eventi sismici con caratteristiche ben specifiche sembrava avvenire a cadenza stagionale. Non si verificava mai tra maggio e agosto - un dato anomalo per i terremoti veri e propri, che non sono affatto "schizzinosi" in fatto di stagioni.

coincidenza singolare. Molti di questi tremori si erano registrati in concomitanza alle intense tempeste che dalla fine dell'estate si abbattono sulle coste USA. Utilizzando la USArray, una rete di centinaia di sismometri sparsi per gli Stati Uniti, il team guidato da Fan e da Catherine de Groot-Hedlin, della Scripps Institution of Oceanography dell'Università della California, ha individuato oltre 14 mila stormquake avvenuti tra il 2006 e il  2015.

Secondo gli scienziati, eventi meteo intensi come gli uragani o i Nor'easters (cicloni che interessano la East Coast o il Nord America) possono generare onde sismiche superficiali sul pavimento oceanico, abbastanza energetiche da scatenare terremoti di magnitudo 3.5: percepito sulla Terra, un sisma di questa portata sarebbe avvertibile all'interno di un'abitazione.

Condizioni necessarie. Tuttavia, non tutte le grandi tempeste danno origine a uno stormquake: nulla di simile avvenne, per esempio, durante il devastante uragano Sandy, i cui venti raggiunsero i 185 km all'ora in certe località. Gli stormquake più frequenti si sono verificati in regioni in cui la piattaforma continentale (cioè sezione sommersa di un continente, che può spingersi anche a centinaia di chilometri dal perimetro costiero) era molto ampia: questo permetterebbe alle onde sismiche dello stormquake di accummularsi prima di liberare energia. 

I tremori sembrano inoltre verificarsi soprattutto attorno ai rilievi oceanici, sopra i quali le onde oceaniche potenziate dalle tempeste trasferiscono la loro pressione - come un martello intento a percuotere i fondali marini. Non è tanto l'intensità di un uragano a predire se ci sarà o meno uno stormquake quanto, piuttosto, il percorso della perturbazione e la profondità del fondale oceanico. La ricerca delle cause degli strani terremoti è comunque appena all'inizio. Ora gli scienziati si aspettano che il contributo degli esperti in altri campi (come appunto quello dell'acustica) possa suggerire nuovi spunti di indagine.

26 dicembre 2019 Elisabetta Intini
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