I terremoti in California spiegati da un sismologo della Caltech

Luca Dal Zilio, geologo italiano che studia i terremoti nella zona recentemente colpita, spiega l'origine dei due intensi eventi sismici della prima settimana di luglio, e che cosa ci sia da aspettarsi ora.

reu_rts2l98m_web
Una linea di faglia sulla Highway 178, aperta dal terremoto di magnitudo 7.1 del 5 luglio. Vedi anche: il più grande piano di faglia della Terra | REUTERS/David McNew

Venerdì 5 luglio 2019 alle 20:19 un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito la California orientale, a sud-ovest della Searles Valley, vicino a Ridgecrest. L'evento sismico si è verificato a causa di una rottura lungo una faglia crostale della placca nordamericana. Il nuovo terremoto si è verificato circa 34 ore dopo, e 11 km a nord-ovest, rispetto al sisma di magnitudo 6.4 che aveva colpito la stessa regione il giorno prima, il 4 luglio 2019.

 

La conta dei danni. Negli ultimi giorni, gli scienziati del California Institute of Technology (Caltech) e della United States Geological Survey (USGS) hanno iniziato, con l'aiuto delle forze armate degli Stati Uniti, a esaminare e mappare le rotture superficiali e i danni causati da questi eventi sismici. Il terremoto di magnitudo 7.1 ha fatto capovolgere gli edifici dalle loro fondamenta e causato molti danni, ma non ha provocato vittime o feriti gravi.

 

«Il terremoto M7.1 di venerdì sera è stato almeno 10 volte più intenso del terremoto del 4 luglio», spiega Luca Dal Zilio, sismologo e geofisico presso il California Institute of Technology (Caltech) di Los Angeles. La scossa è stata avvertita fino a Phoenix, Las Vegas, Baja California e Reno.

 

Quale legame? Secondo gli esperti, i due maggiori eventi sismici sono collegati da un probabile "effetto domino", in cui il primo terremoto di magnitudo 6.4 avrebbe innescato il secondo. Il terremoto del 4 luglio si è verificato a causa di uno slittamento superficiale della placca del Nord America. «Le soluzioni dei meccanismi focali (ossia i risultati delle analisi delle forme d'onda registrate dalle stazioni sismiche, ndr) indicano che la rottura si è verificata lungo una faglia trascorrente e ha provocato uno scorrimento laterale destro», riporta Dal Zilio.

 

California, i terremoti di luglio 2019
Faglia trascorrente destra. In geologia, il termine generico faglia (fault) viene usato per indicare una frattura di una roccia in cui si verifica o si è verificato nel passato un movimento relativo dei due blocchi a contatto. In particolare si definisce "faglia trascorrente" una faglia in cui prevale il movimento orizzontale. |

Rischio elevato. «Il terremoto si è verificato a circa 150 km a nord-est della San Andreas Fault, la principale faglia nella regione. A questa latitudine, la placca del Pacifico si sta spostando verso nord-ovest rispetto alla placca del Nord America ad una velocità di circa 48 millimetri all'anno. L'epicentro del terremoto rientra nella cosiddetta zona di scorrimento della California orientale, una regione di faglie distribuite associate al movimento attraverso il Pacifico: è un'area ad alto rischio sismico. Saranno necessari studi più dettagliati per caratterizzare con precisione le faglie associate a questo evento».

 

«Di particolare interesse per questi terremoti è che la prima scossa sembra aver simultaneamente rotto due sezioni di faglie che si intersecano quasi ad angolo retto. Sebbene terremoti così complessi non siano ritenuti comuni, recenti ricerche suggeriscono che potrebbero invece essere più comuni di quanto non si credesse».

 

California, i terremoti di luglio 2019
Una mappa ottenuta dal radar della NASA Advanced Rapid Imaging and Analysis (ARIA) che rappresenta i cambiamenti di elevazione del suolo interessato dal terremoto nella scala dei centimetri. Ogni colore rappresenta un dislivello di 12 cm dato dal sollevamento o dallo sprofondamento del terreno. Le varie fasce di colore sono intersecate dalle fratture formate nella superficie. | NASA/JPL-Caltech

In controtendenza.

 

«Nella maggior parte dei casi, un grande terremoto è seguito da una serie di eventi minori, ossia le scosse di assestamento. Questo avviene perché il movimento tettonico che si verifica durante un grande terremoto provoca un aumento della tensione nella regione circostante. Lo scivolamento lungo le faglie ed i conseguenti terremoti sono il sistema che la Terra usa per rilasciare questa tensione, che si accumula in decenni. Ma in alcune circostanze, come per la recente coppia di terremoti in California, una scossa relativamente grande potrebbe essere il precursore di un evento ancora più grande. La differenza tra 7.1 e 6.4 può sembrare piccola, ma la magnitudo è una scala logaritmica. Un aumento di un'unità di magnitudine equivale a circa 32 volte più energia: il secondo terremoto ha rilasciato circa 11 volte l'energia della prima scossa».

 

Cicatrice visibile. Gli scienziati hanno percorso più di 225 km, da Los Angeles al deserto del Mojave, per vedere di persona la rottura della crosta terrestre provocata dal terremoto. Lì, sull'asfalto caldo della Highway 178 tra Ridgecrest e Trona: una cicatrice netta, sorprendentemente ampia. E a poche miglia di distanza ce n'era un'altra - causata da un secondo terremoto, ancora più grande e terrificante. Questa regione della California orientale ha subito numerosi terremoti di dimensioni moderate. Negli ultimi 40 anni, 8 altri terremoti di magnitudo 5 o superiore si sono verificati entro 50 km dal terremoto del 4 luglio 2019.

 

A partire da un'ora dopo l'evento, il terremoto del 4 luglio 2019 è stato seguito da numerose scosse di assestamento, la più intensa delle quali è stata di M 4.7, circa 2 minuti dopo l'evento M 6.4 - che era stato preceduto da una serie di sismi di piccola intensità (foreshock) nell'ora precedente, incluso un evento M 4.0 circa 30 minuti prima.

 

California, i terremoti di luglio 2019
La regione colpita dal doppio terremoto, fotografata dall'alto il 4 e il 6 luglio. Clicca per attivare l'animazione. | Planet Labs

Che cosa aspettarsi? Migliaia di scosse di assestamento sono già state registrate nei giorni scorsi. «Le scosse di assestamento prodotte dai recenti terremoti stanno diminuendo sia in termini di frequenza, sia di magnitudo. Ci aspettiamo almeno 35 mila scosse nei primi sei mesi dopo un terremoto. Secondo le previsioni dell'USGS, nei primi 7 giorni c'è una probabilità del 2% di avere una o più scosse maggiori di 7.1, almeno nell'area dove si è sviluppata la sequenza sismica. Ciò non esclude la possibilità che il trasferimento di tensione dovuto al terremoto 7.1 possa attivare un'altra faglia: le indagini di questi giorni aiuteranno a fare il quadro della situazione. Ci aspettiamo terremoti più piccoli nel corso delle prossime settimane, con 220-330 scosse di assestamento di magnitudo 3 o superiore. La cosa curiosa è che, nonostante le avanzatissime tecniche di localizzazione dei terremoti sviluppate al Caltech, siamo ancora incapaci di registrare i terremoti di magnitudo sotto a 1.5. Sono troppi, e rappresentano un vero e proprio rumore di fondo. Il numero di scosse di assestamento scenderà nel tempo, ma una forte scossa di assestamento può aumentare nuovamente i numeri, almeno temporaneamente.»

 

Report e virgolettati: Luca Dal Zilio, Cecil and Sally Drinkward Fellow in Geophysics California Institute of Technology (Caltech) Pasadena, California, USA

 

12 luglio 2019 | Focus.it