Scienze

Terremoti: la storia geologica di Ischia spiega perché il pericolo è serio

Il terremoto che ha interessato l’isola ha le sue radici 150.000 anni fa, quando l’isola iniziò a formarsi sotto il livello del mare. La sua storia non è ancora terminata, anche se non ci sono preavvisi di imminenti eruzioni

Il terremoto che ha interessato l’isola di Ischia va inquadrato in una storia geologica molto complessa di un piccolo lembo di terra che si estende per circa 46 chilometri quadrati e si erge per 787 metri al di sopra del livello del mare.

Le principali caratteristiche morfologiche dell'isola

L’isola è nata in seguito a una lunga storia di eruzioni vulcaniche che iniziarono più di 150.000 anni fa, le cui testimonianze si rinvengono nella zona sud-orientale dell'isola. Il periodo seguente fu caratterizzato da numerose eruzioni esplosive di energia variabile, separate nel tempo da periodi di scarsa o nulla attività, che comunque terminò con un’importante eruzione, quella del Tufo Verde del Monte Epomeo avvenuta 55.000 anni fa.

Al termine di quell’eruzione si formò una caldera, ossia una grande depressione dovuta allo svuotamento della camera magmatica, che oggi è visibile nel cuore dell’isola e che venne in parte sommersa dal mare. Da quel momento si suddivide la storia delle eruzioni vulcaniche di quella zona in tre periodi diversi.

Nonostante l'apparente calma, l'isola non è certamente un luogo morto dal punto di vista geologico

Il primo periodo si protrasse da 55.000 anni fa a 33.000 anni or sono e vide una serie di eruzioni in parte sottomarine e in parte in superficie, quasi tutte esplosive. Oggi i centri di quelle eruzioni si ritrovano a sud ovest dell’isola.

Le principali colate laviche suddivise per periodo di messa in posto

Il secondo periodo, tra 28.000 e 18.000 anni fa, iniziò con l'eruzione di Grotta di Terra, avvenuta circa 28.000 anni fa lungo la costa sud-orientale dell'isola. L’attività vulcanica è poi continuata sporadicamente fino a 18.000 anni or sono.

Dopo di allora ci fu un periodo di stasi che terminò circa 10.000 anni fa quando iniziò una serie di eruzioni effusive che si sono alternate a eruzioni esplosive, l’ultima delle quali avvenne nel 1302, dando origine alla colata lavica dell’Arso.

La maggior parte dei centri eruttivi di questo periodo sono situati a est del Monte Epomeo. Il terremoto che ha interessato l’isola ieri, 21 agosto, e che stando alle coordinate dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia si è verificato in mare a circa 3 chilometri a nord dall’isola è da inquadrare in questa complessa situazione geologica e, nonostante la relativa bassa intensità (Magnitudo 4), è stato particolarmente sentito perché molto superficiale in quanto l’ipocentro è stato localizzato a soli 5 chilometri di profondità.

Ischia, Campi Flegrei, Vesuvio. La nascita di un vulcano è sempre legata a fenomeni geologici importanti (ad eccezione degli hot spot, che nascono direttamente dalla risalita di magma dal mantello terrestre). Cosa ha fatto sì che l’isola di Ischia nascesse in questa zona?

Le linee rosse sono le principali faglie (vedi testo)

Ischia, insieme ai Campi Flegrei e al Vesuvio si erge sul bordo del Tirreno meridionale, dove l’attività geologica legata all’apertura del Mar Tirreno (sembra infatti che l’area meridionale del Mar Tirreno si comporta come un oceano in espansione) ha portato alla formazione di innalzamenti e abbassamenti della crosta marina.

Tali innalzamenti si chiamano “horst”, mentre gli abbassamenti “graben”. Le fratture che li hanno originati hanno due andamenti diversi: uno ha direzione nordovest-sudest, l’altro nordest-sudovest. Queste faglie hanno originato dei veri e propri blocchi, alcuni dei quali si ergono rispetto ad altri. Ma tra un blocco e l’altro le fratture che li separano hanno permesso la formazione di magma e la sua risalita in superficie. Alcune di queste risalite nagmatiche hanno originato Ischia e le isole contigue. Il terremoto del 21 agosto va dunque inquadrato in questa complessa situazione geologica.

22 agosto 2017 Luigi Bignami
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